Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

I. Öffentlich-rechtliche Abteilung, Beschwerde in Strafsachen 1B.531/2011
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Bundesgericht
Tribunal fédéral
Tribunale federale
Tribunal federal

{T 0/2}
1B_531/2011

Sentenza del 28 novembre 2011
I Corte di diritto pubblico

Composizione
Giudici federali Fonjallaz, Presidente,
Reeb, Eusebio,
Cancelliere Gadoni.

Partecipanti al procedimento
Banca A.________SA,
patrocinata dall'avv. Stefano Ferrari,
ricorrente,

contro

B.________,
patrocinato dall'avv. Luca Marcellini,
opponente,

Ministero pubblico del Cantone Ticino, Palazzo di giustizia, via Pretorio 16,
6901 Lugano.

Oggetto
estromissione dal procedimento penale,

ricorso in materia penale contro la sentenza emanata
il 19 agosto 2011 dalla Corte dei reclami penali del Tribunale d'appello del
Cantone Ticino.

Fatti:

A.
Nel settembre del 2002 un cittadino olandese residente in Ticino si è rivolto
all'attuale banca A.________SA prospettando la creazione di una struttura
societaria per eseguire investimenti nel mercato dei bulbi di tulipano
attraverso la società intermediaria C.________B.V. La D.________SA, di cui è
amministratore unico B.________, è in seguito stata incaricata di allestire i
contratti necessari per gli investimenti. Sono quindi state create la
E.________LPP, detenuta per il 2 % dalla F.________Ltd. (società controllata
dalla D.________SA) e, per il rimanente 98 %, dalla G.________Ltd. Nel periodo
dal 20 al 22 ottobre 2003, ventuno clienti della banca A.________SA hanno
versato a scopo di investimento complessivi EUR 5'880'006.44 su un conto
intestato alla G.________Ltd., aperto presso la stessa banca. L'importo è poi
stato trasferito alla E.________LPP, che lo ha investito il 29 ottobre 2003
nella C.________B.V. Nei confronti di quest'ultima società, il 3 dicembre 2003,
è tuttavia stato decretato il fallimento.

B.
Dopo una serie di atti che non occorre qui evocare, il 4 aprile 2008 la banca
A.________SA ha presentato un esposto penale contro ignoti, evidenziando
tuttavia il ruolo svolto da B.________ nell'ambito dei suddetti investimenti.
Questi è stato interrogato il 18 aprile 2011 quale imputato dal Procuratore
pubblico del Cantone Ticino (PP). Pronunciandosi sulla relativa richiesta
presentata in quell'occasione dal patrocinatore dell'imputato, con decisione
del 16 giugno 2011 il PP ha estromesso la banca A.________SA dal procedimento
penale. Il Magistrato inquirente ha ritenuto che la banca non poteva essere
considerata quale danneggiata, siccome non era lesa direttamente dal
prospettato reato di truffa.

C.
Contro la decisione del PP, la banca A.________SA ha presentato un reclamo alla
Corte dei reclami penali del Tribunale d'appello (CRP) che, con sentenza del 19
agosto 2011, lo ha respinto in quanto ricevibile.

D.
La banca A.________SA impugna questo giudizio con un ricorso in materia penale
al Tribunale federale, chiedendo di annullarlo come pure di annullare la
decisione del PP e di rinviargli gli atti perché statuisca nuovamente sulla
fattispecie nel senso dei considerandi. La ricorrente fa valere la violazione
del diritto federale e costituzionale, nonché l'accertamento inesatto dei
fatti.
Non sono state chieste osservazioni al ricorso.

Diritto:

1.
Nei confronti della ricorrente la decisione impugnata è di natura finale,
siccome la esclude definitivamente dal procedimento penale in questione (art.
90 LTF; DTF 128 I 215 consid. 2.2-2.3). La ricorrente ha introdotto la causa
dinanzi alla precedente istanza ed è legittimata giusta l'art. 81 LTF a fare
valere che le sarebbe stata negata a torto la qualità di parte nel procedimento
penale. Presentato tempestivamente (art. 100 cpv. 1 LTF) contro una decisione
in materia penale (art. 78 cpv. 1 LTF), pronunciata da un'autorità cantonale di
ultima istanza (art. 80 cpv. 1 LTF), il gravame è sotto i citati aspetti
ammissibile.

2.
2.1 Conformemente a quanto stabilito dagli art. 95 e 96 LTF, il ricorso in
materia penale al Tribunale federale può essere presentato per violazione del
diritto, nel quale rientra pure il diritto costituzionale (DTF 136 II 101
consid. 3; 134 IV 36 consid. 1.4.1). Secondo l'art. 42 cpv. 2 LTF, nel ricorso
occorre spiegare per quali ragioni l'atto impugnato viola il diritto. La
ricorrente deve quindi almeno concisamente confrontarsi con le considerazioni
esposte nella decisione impugnata (DTF 134 II 244 consid. 2.1). Le esigenze di
motivazione sono inoltre accresciute laddove la ricorrente lamenta l'arbitrio
nell'accertamento dei fatti e nella valutazione delle prove, dato che ciò
equivale a sostenere che i fatti sono stati accertati in violazione dell'art. 9
Cost. e del diritto federale (DTF 134 IV 36 consid. 1.4.1). Trattandosi di
garanzie di rango costituzionale, a norma dell'art. 106 cpv. 2 LTF il Tribunale
federale esamina infatti le relative censure soltanto se siano motivate in modo
chiaro e preciso, conformemente alla prassi precedentemente in vigore in
materia di ricorso di diritto pubblico (cfr. DTF 136 I 49 consid. 1.4.1; 134 I
83 consid. 3.2; 134 II 244 consid. 2.2; 133 IV 286 consid. 1.4). In questa
misura, argomentazioni vaghe o meramente appellatorie e semplici rinvii agli
atti cantonali non sono quindi ammissibili (DTF 134 I 83 consid. 3.2; 129 I 113
consid. 2.1).

2.2 L'atto di ricorso disattende in larga misura le esposte esigenze di
motivazione. La ricorrente infatti non si confronta con i considerandi della
sentenza della Corte cantonale, la sola a costituire oggetto di impugnativa,
spiegando con chiarezza e precisione per quali ragioni si fonderebbe su
accertamenti di fatto arbitrari o violerebbe il diritto. Essa critica piuttosto
la decisione del PP, rimproverandogli una motivazione insufficiente, senza
tuttavia considerare l'argomentazione della CRP, che ha ulteriormente spiegato
perché la decisione del PP andava confermata. Laddove lamenta poi la mancata
presa in considerazione di accertamenti relativi all'esistenza di ordini di
bonifici falsi, la ricorrente si riferisce a un diverso procedimento penale
riguardante un ex direttore della banca e un'altra persona. Disattende che la
fattispecie in esame concerne il procedimento nei confronti di B.________ e
che, dinanzi alla precedente istanza, non aveva addotto una simile
argomentazione, ma aveva ravvisato un'eventuale falsità in documenti unicamente
a carico di B.________ per una pretesa falsificazione nella compilazione del
formulario A concernente suoi conti bancari presso la ricorrente. Le censure
riguardanti la rilevanza di fatti relativi ad altri procedimenti penali per il
giudizio sulla sua qualità di danneggiata nella procedura nei confronti di
B.________ avrebbero potuto e dovuto essere presentate già dinanzi alla
precedente istanza. Addotte per la prima volta in questa sede, esse sono
inammissibili (cfr. art. 99 LTF; DTF 135 I 91 consid. 2.1). In concreto,
l'oggetto del presente litigio è quindi circoscritto alla questione di sapere
se, in base alla fattispecie considerata in sede cantonale, la CRP ha violato
l'art. 115 CPP nel negare alla ricorrente la qualifica di danneggiata.

3.
3.1 Secondo la ricorrente, dovrebbe esserle riconosciuta la qualità di
danneggiata diretta giusta l'art. 115 CPP e conseguentemente anche di
accusatrice privata ai sensi dell'art. 118 CPP. Essa fonda tuttavia tali
qualità su fatti diversi da quelli considerati dalla precedente istanza,
dipartendosi in particolare da pretesi ordini di bonifici falsi, da lei
eseguiti inconsapevolmente. Come visto, tale fattispecie riguarda però un altro
procedimento penale e, per le ragioni suesposte, non può essere presa qui in
considerazione. Secondo i fatti accertati dalla Corte cantonale (e dal PP),
vincolanti per il Tribunale federale (art. 105 LTF), il procedimento penale nei
confronti di B.________ non concerne malversazioni sui conti dei clienti della
banca, ma investimenti da loro eseguiti volontariamente, presumibilmente dietro
consiglio dei funzionari. Nella misura in cui le censure di violazione del
diritto sono basate su fatti diversi da quelli contenuti nel giudizio
impugnato, il gravame è pertanto inammissibile.

3.2 Giusta l'art. 115 cpv. 1 CPP, il danneggiato è la persona i cui diritti
sono stati direttamente lesi dal reato. Secondo l'art. 118 cpv. 1 CPP, il
danneggiato può costituirsi accusatore privato dichiarando espressamente di
partecipare al procedimento penale con un'azione penale o civile. Nella nozione
di danneggiato generalmente riconosciuta dal diritto processuale penale e dalla
dottrina rientra la persona fisica o giuridica direttamente e personalmente
lesa nel suo bene giuridico. Ne è per contro escluso chi risulta solo
indirettamente leso dal reato perseguito (cfr. messaggio concernente
l'unificazione del diritto processuale penale, del 21 dicembre 2005, FF 2006,
pag. 1076 seg.; DTF 129 IV 95 consid. 3.1; 126 IV 42 consid. 2a; GÉRARD
PIQUEREZ/ALAIN MACALUSO, Procédure pénale suisse, 3a ed. 2011, n. 850 segg.).

3.3 Nel procedimento penale in discussione, concernente B.________, le autorità
inferiori prospettano eventuali reati contro il patrimonio, segnatamente di
truffa, che sarebbero stati commessi a danno di clienti della banca. Questi
ultimi avrebbero infatti attuato investimenti pregiudizievoli per il loro
patrimonio, subendo perdite finanziarie ingenti dopo avere collocato una parte
dei loro averi in società sospette. In tali circostanze è quindi il patrimonio
dei clienti ad essere stato danneggiato direttamente dai reati. Un eventuale
pregiudizio indiretto, che potrebbe subire la ricorrente per il fatto che
potrebbe essere tenuta a risarcire dal profilo civile i clienti per l'operato
dei suoi funzionari, non basta a conferirle la veste di danneggiata nel
procedimento riguardante B.________. Il giudizio impugnato non viola quindi
l'art. 115 cpv. 1 CPP. Né esso viola il diritto di essere sentita della
ricorrente siccome è sufficientemente motivato, spiegando in modo comprensibile
le ragioni per cui le è stata negata la qualità di danneggiata.

3.4 Laddove lamenta infine una pretesa contraddizione della sentenza impugnata
con una precedente decisione del giudice dei provvedimenti coercitivi, che
avrebbe ammesso la qualità di parte della banca in un procedimento penale
analogo, la ricorrente non spiega con una motivazione conforme alle esigenze
degli art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF, per quali ragioni le fattispecie
sarebbero simili. Richiamando ordini di bonifici falsi in base ai quali
sarebbero stati addebitati i conti dei clienti, la ricorrente stessa accenna
anzi a possibili situazioni diverse.

4.
Ne segue che il ricorso deve essere respinto in quanto ammissibile. Le spese
giudiziarie seguono la soccombenza e sono pertanto poste a carico della
ricorrente (art. 66 cpv. 1 LTF).

Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:

1.
Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
Le spese giudiziarie di fr. 2'000.-- sono poste a carico della ricorrente.

3.
Comunicazione ai patrocinatori delle parti, al Ministero pubblico e alla Corte
dei reclami penali del Tribunale d'appello del Cantone Ticino.

Losanna, 28 novembre 2011

In nome della I Corte di diritto pubblico
del Tribunale federale svizzero

Il Presidente: Fonjallaz

Il Cancelliere: Gadoni