Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

I. Zivilrechtliche Abteilung, Beschwerde in Zivilsachen 4A.131/2011
Zurück zum Index I. Zivilrechtliche Abteilung, Beschwerde in Zivilsachen 2011
Retour à l'indice I. Zivilrechtliche Abteilung, Beschwerde in Zivilsachen 2011


Bundesgericht
Tribunal fédéral
Tribunale federale
Tribunal federal

{T 0/2}
4A_131/2011

Sentenza del 4 agosto 2011
I Corte di diritto civile

Composizione
Giudici federali Klett, Presidente,
Corboz, Ramelli, Giudice supplente,
Cancelliere Piatti.

Partecipanti al procedimento
A.________,
patrocinato dagli avv. Fiorenzo Cotti e Giuseppe Cotti,
ricorrente,

contro

B.________ SA,
patrocinata dall'avv. Roberto Macconi,
opponente.

Oggetto
contratto di assicurazione, frode nelle giustificazioni,

ricorso contro la sentenza emanata il 17 gennaio 2011 dalla II Camera civile
del Tribunale d'appello del
Cantone Ticino.

Fatti:

A.
Nel dicembre 2001 A.________ ha sottoscritto un contratto di leasing con la
C.________ SA concernente una Mercedes-Benz acquistata presso il garage
D.________ SA al prezzo di fr. 185'000.--. Nel contempo egli ha stipulato una
polizza casco presso la B.________ SA per un valore assicurato di fr.
183'000.--.

Il 13 luglio 2003 A.________ ha notificato all'assicuratore il furto
dell'automobile avvenuto nel posteggio dell'aeroporto di Milano-Malpensa.
Durante la trattazione del sinistro sono sorte divergenze sul valore del
veicolo. L'assicuratore, ritenendo eccessivo il prezzo fatturato dalla
D.________ SA, ha proposto di risarcire fr. 146'421.-- corrispondenti all'87%
del valore di listino. A.________ ha ritenuto la proposta insufficiente perché,
tra l'altro, non teneva conto della spesa supplementare di fr. 12'000.-- per
l'acquisto di cerchioni speciali AMG con i relativi pneumatici. Dopo avere
chiesto e ricevuto da A.________ una dichiarazione in tal senso, il 14 gennaio
2004 la B.________ SA gli ha comunicato di rifiutare qualsiasi copertura e di
rescindere il contratto con effetto dal 13 luglio 2003 in applicazione
dell'art. 40 della legge federale sul contratto di assicurazione del 2 aprile
1908 (LCA - RS 221.229.1). L'assicuratore riteneva che la predetta
dichiarazione contenesse informazioni false.

B.
Con petizione dell'8 luglio 2005 A.________, cessionario di tutte le pretese di
C.________ SA, ha chiesto al Pretore della giurisdizione di Locarno-Città di
condannare la B.________ SA a pagargli fr. 159'210.--, l'87% del valore
assicurato del veicolo (fr. 183'000.--). L'assicuratore si è opposto
all'azione. Il Pretore l'ha respinta con sentenza del 26 agosto 2008.

La successiva appellazione di A.________ è stata respinta dalla II Camera
civile del Tribunale di appello ticinese con sentenza del 17 gennaio 2011.

C.
L'attore insorge davanti al Tribunale federale con ricorso in materia civile
del 23 febbraio 2011. Chiede che il giudizio d'appello sia annullato e
riformato con l'accoglimento della petizione, la condanna della convenuta a
versargli fr. 159'210.-- e la messa a suo carico di spese e ripetibili delle
istanze cantonali e federale. In via subordinata postula il rinvio della causa
al Pretore per nuovo giudizio.

Con osservazioni del 7 aprile 2011 la convenuta propone che il ricorso, in
quanto ammissibile, sia respinto. L'autorità cantonale ha rinunciato a prendere
posizione.

Diritto:

1.
Il ricorso è presentato dalla parte soccombente nella sede cantonale (art. 76
cpv. 1 lett. a LTF), è tempestivo (art. 100 cpv. 1 LTF) ed è volto contro una
sentenza finale (art. 90 LTF) emanata dall'autorità giudiziaria ticinese di
ultima istanza (art. 75 cpv. 1 LTF) in una causa civile (art. 72 cpv. 1 LTF)
con un valore litigioso superiore a fr. 30'000.-- (art. 74 cpv. 1 lett. b LTF).
Sotto questo profilo esso è pertanto ammissibile.

2.
Il Tribunale federale esamina d'ufficio l'applicazione del diritto federale
(art. 106 cpv. 1 LTF). Tuttavia, tenuto conto dell'onere di allegazione e
motivazione posto dall'art. 42 cpv. 1 e 2 LTF, la cui mancata ottemperanza
conduce all'inammissibilità del gravame (art. 108 cpv. 1 lett. b LTF),
considera di regola solo gli argomenti proposti (DTF 134 III 102 consid. 1.1).
Le esigenze sono più severe quando è fatta valere la violazione di diritti
fondamentali: in questo caso l'art. 106 cpv. 2 LTF esige una motivazione
puntuale e precisa, analoga a quella che l'art. 90 cpv. 1 lett. b OG
prescriveva per il ricorso di diritto pubblico (DTF 134 II 244 consid. 2.2; 130
I 258 consid. 1.3).

In linea di massima il Tribunale federale fonda il suo ragionamento giuridico
sull'accertamento dei fatti svolto dall'autorità inferiore (art. 105 cpv. 1
LTF). Può scostarsene o completarlo solo se è stato effettuato in violazione
del diritto ai sensi dell'art. 95 LTF o in modo manifestamente inesatto (art.
105 cpv. 2 LTF). L'accertamento dei fatti contenuto nella sentenza impugnata
può essere censurato alle stesse condizioni; occorre inoltre che l'eliminazione
dell'asserito vizio possa influire in maniera determinante sull'esito della
causa (art. 97 cpv. 1 LTF).

Se rimprovera all'autorità cantonale un accertamento dei fatti manifestamente
inesatto - ossia arbitrario (DTF 133 II 249 consid. 1.2.2 pag. 252) - il
ricorrente deve motivare la censura conformemente alle esigenze poste dall'art.
106 cpv. 2 LTF (DTF 136 II 304 consid. 2.5 pag. 314). Deve indicare chiaramente
i diritti costituzionali che si pretendono violati e precisare in cosa consiste
la violazione (DTF 134 Il 244 consid. 2.2). Siccome il giudice cantonale
fruisce di un grande potere discrezionale nel campo dell'apprezzamento delle
prove (o dell'accertamento dei fatti in genere), chi invoca l'arbitrio deve
dimostrare che la sentenza impugnata ha ignorato il senso e la portata di un
mezzo di prova preciso, ha omesso senza ragioni valide di tenere conto di una
prova importante suscettibile di modificare l'esito della lite, oppure ha
ammesso o negato un fatto ponendosi in aperto contrasto con gli atti di causa o
interpretandoli in modo insostenibile (DTF 129 I 8 consid. 2.1).

3.
La Corte cantonale ha osservato preliminarmente che l'applicazione dell'art. 40
LCA presuppone dal profilo oggettivo che la dichiarazione inesatta sia idonea a
influenzare l'esistenza o l'estensione di un'obbligazione dell'assicuratore,
dal profilo soggettivo che l'assicurato agisca con la consapevolezza di indurre
in errore. Essa ha soggiunto che nel caso specifico gli oneri della prova
rispettivi delle parti entrano in conflitto, perché riguardano il medesimo
fatto, ossia la veridicità della dichiarazione firmata dall'attore a proposito
della maggiore spesa di fr. 12'000.--; essa è infatti importante sia per la
prova delle conseguenze del sinistro che incombe all'assicurato, sia per la
prova della frode dell'art. 40 LCA di cui porta l'onere la convenuta. I giudici
ticinesi hanno però ritenuto di potere decidere prescindendo dall'onere della
prova.

Essi hanno stabilito che la petizione poteva essere respinta "per carenza di
allegazione". Nella dichiarazione che la convenuta ritiene falsa l'attore aveva
dichiarato di avere acquistato, oltre ai pneumatici e ai cerchioni AMG di serie
o in opzione, altri "non meglio precisati pneumatici e cerchioni AMG, montati
in sostituzione degli altri". Secondo i giudici ticinesi l'attore ha ammesso
implicitamente la falsità di tale dichiarazione negli allegati di causa, nei
quali ha affermato che l'automobile era stata dotata di pneumatici e cerchioni
speciali AMG dei quali era inizialmente sprovvista. Il Tribunale di appello ha
comunque voluto affrontare il merito della lite. Valutando documenti e
testimonianze ha ritenuto provata la tesi della convenuta circa l'erroneità
della suddetta dichiarazione e la consapevolezza dell'attore. Nell'ambito di
questa valutazione alcune allegazioni d'appello sono state giudicate
irricevibili, perché insufficientemente motivate o nuove.

4.
In primo luogo il ricorrente ritiene contrario alle regole della buona fede il
comportamento dell'opponente, che l'ha indotto a firmare una dichiarazione
prestampata, dal contenuto diverso da quanto scritto in precedenza dal suo
avvocato, per poi prevalersene per giustificare la frode secondo l'art. 40 LCA.
La censura è inammissibile.

4.1 II divieto dell'abuso di diritto sancito dall'art. 2 cpv. 2 CC è un
principio fondamentale dell'ordinamento giuridico svizzero valido in tutti i
campi del diritto e applicabile d'ufficio davanti a tutte le istanze
giudiziarie (DTF 128 III 201 consid. 1c pag. 206). Esso presuppone tuttavia che
i fatti che ne stanno alla base siano stati addotti nei modi prescritti dalla
procedura e siano accertati (DTF 121 III 60 consid. 3d pag. 63).

4.2 Il ricorrente propone innanzi al Tribunale federale per la prima volta
l'argomento dell'abuso di diritto. L'art. 99 LTF esclude l'adduzione di nuovi
fatti, mezzi di prova e conclusioni. Per contro, possono essere presentate
nuove argomentazioni di diritto, ma queste devono essere basate sui fatti
accertati dalla Corte cantonale (DTF 136 V 362 consid. 4.1). Nella fattispecie
i fatti sui quali l'attore fonda la tesi dell'abuso non sono deducibili dal
giudizio impugnato. In particolare, non risulta affatto dalla sentenza
cantonale né che il ricorrente fosse stato indotto dall'assicuratore a
sottoscrivere una dichiarazione redatta da quest'ultimo, né che il contenuto
fosse diverso da quanto il suo avvocato aveva sostenuto (quest'ultima
circostanza sarebbe invero piuttosto singolare, dal momento che il ricorrente
medesimo afferma che la dichiarazione è stata consegnata all'opponente tramite
il suo avvocato).

5.
In secondo luogo il ricorrente sostiene che l'autorità cantonale ha violato
l'art. 8 CC lasciando indecisa la ripartizione dell'onere probatorio e
ritenendo a torto che l'opponente avesse dimostrato l'adempimento dei requisiti
dell'art. 40 LCA. Questa censura è infondata.

La Corte ticinese ha considerato che la questione dell'onere della prova non
fosse determinante perché, tra l'altro, ha potuto accertare per apprezzamento i
fatti rilevanti. Questa considerazione è perfettamente in linea con il diritto
federale. L'art. 8 CC definisce la ripartizione dell'onere probatorio, in
particolare pone le conseguenze dell'assenza di prova di un fatto a carico
della parte che ne porta l'onere (DTF 130 III 321 consid. 3.1). Esso non
disciplina invece l'apprezzamento delle prove, non prescrive al giudice né
quali prove assumere, né come valutarle (DTF 122 III 219 consid. 3c). Quando un
fatto è accertato per apprezzamento delle prove, la questione della
ripartizione dell'onere della prova diviene senza oggetto (DTF 130 III 591
consid. 5.4 pag. 601 seg.).
Il Tribunale di appello ha valutato le prove raccolte e ha ritenuto provati gli
elementi di fatto costituivi della frode secondo l'art. 40 LCA. Con ragione ha
di conseguenza fatto astrazione dell'art. 8 CC.

6.
In terzo luogo il ricorrente sostiene che il rimprovero dell'autorità cantonale
concernente l'allegazione insufficiente sia dovuto a "una lettura
eccessivamente rigorosa e formalista di una dichiarazione non redatta da
A.________, bensì dall'assicurazione" e precisa di avere "chiaramente
contestato quanto fattogli dichiarare dall'assicurazione". La critica è
inammissibile, perché il ricorrente non si confronta con la motivazione del
giudizio impugnato su questo punto e non si premura nemmeno di indicare in
quali passaggi dei suoi scritti di causa abbia mosso le contestazioni in
discussione. Anche questa censura è di conseguenza inammissibile.

7.
Da ultimo il ricorrente critica l'accertamento dei fatti che ha portato i
giudici cantonali a ritenere adempiuti i presupposti oggettivi e soggettivi
dell'art. 40 LCA. Passa però in rassegna e discute le prove raccolte (documenti
e testimonianze) come se si trovasse davanti a un'istanza d'appello con pieno
potere di riesame dei fatti. In sostanza egli valuta a suo modo le prove e
oppone la sua versione dei fatti a quella della Corte cantonale, senza
premurarsi di dimostrare l'arbitrio come richiesto dalla giurisprudenza (sopra
consid. 2) ch'egli stesso menziona. Anche quest'ultima censura è di conseguenza
inammissibile.

8.
Da quanto precede discende che il ricorso si rivela, nella misura in cui è
ammissibile, infondato e come tale va respinto. Le spese giudiziarie e le
ripetibili seguono la soccombenza (art. 66 cpv. 1 e 68 cpv. 1 LTF).

Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:

1.
Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
Le spese giudiziarie di fr. 5'500.-- sono poste a carico del ricorrente, che
rifonderà all'opponente fr. 6'500.-- a titolo di ripetibili della sede
federale.

3.
Comunicazione ai patrocinatori delle parti e alla II Camera civile del
Tribunale d'appello del Cantone Ticino.

Losanna, 4 agosto 2011

In nome della I Corte di diritto civile
del Tribunale federale svizzero

La Presidente: Klett

Il Cancelliere: Piatti