Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

I. Zivilrechtliche Abteilung, Beschwerde in Zivilsachen 4A.214/2011
Zurück zum Index I. Zivilrechtliche Abteilung, Beschwerde in Zivilsachen 2011
Retour à l'indice I. Zivilrechtliche Abteilung, Beschwerde in Zivilsachen 2011


Bundesgericht
Tribunal fédéral
Tribunale federale
Tribunal federal

{T 0/2}
4A_214/2011

Sentenza del 18 ottobre 2011
I Corte di diritto civile

Composizione
Giudici federali Klett, Presidente,
Corboz, Ramelli, Giudice supplente,
Cancelliere Piatti.

Partecipanti al procedimento
1. B.________ Ltd.,
2. D.________ Trust,
3. C.________ Ltd.,
4. B.________,
patrocinati dall'avv. Damiano Brusa,
ricorrenti,

contro

A.________,
patrocinato dall'avv. Filippo Solari,
opponente.

Oggetto
arbitrato internazionale,

ricorso contro il lodo finale emanato il 22 febbraio 2011 dall'arbitro unico
CCI.

Fatti:

A.
Il 27 aprile 2007 la B.________ Ltd., Dubai (Emirati Arabi Uniti), attrice, ha
avviato un procedimento civile contro A.________, Trieste, convenuto, davanti
alla Corte di arbitrato della Camera di commercio internazionale. La causa è
stata estesa alle parti attrici C.________ Ltd. e D.________ Trust, Guernsey
(Isole del Canale), nonché a B.________, Mali Losinj (Croazia), a seguito della
sentenza del Tribunale federale del 5 dicembre 2008, pronunciata su ricorso del
convenuto contro il "lodo interlocutorio" 16 giugno 2008 dell'arbitro unico.
Le domande delle parti attrici hanno subito molti adeguamenti durante la
procedura. Nella "comparsa conclusionale" l'attrice B.________ Ltd. ha chiesto
che sia ordinato ad A.________ di cessare determinati comportamenti
concorrenziali e di fornire una lunga serie di informazioni sul proprio operato
e ch'egli sia condannato a pagarle EUR 1'000'000.-- più interessi. Gli attori
C.________ Ltd. e D.________ Trust hanno chiesto che A.________ sia condannato
a pagare loro EUR 1'328'514.25 più interessi. Il convenuto ha chiesto di
respingere integralmente l'azione principale e, in via riconvenzionale, di
condannare tutte le parti attrici, in solido, a pagargli EUR 577'426.51 oltre
agli interessi.

B.
Alla base della controversia stanno due contratti, contenenti un patto
d'arbitrato: il "Sales Contract" del 12 marzo 2006, con il quale C.________
Ltd., trustee incaricato dell'amministrazione del D.________ Trust, detentore
del 100% delle azioni della B.________ Ltd., e B.________, amministratore
delegato della società, s'impegnavano a trasferire il pacchetto azionario ad
A.________; e l"Employement contract" di medesima data (o del 25 giugno 2006),
in forza del quale A.________ diveniva "Managing Director" della B.________
Ltd.
Le parti attrici rimproverano al convenuto, che considerano ancora vincolato
dai contratti, diversi inadempimenti quali la violazione del divieto di
concorrenza, l'accaparramento di clientela, furto e appropriazioni indebite. Il
convenuto obietta di essere stato costretto a recedere dai contratti a causa
del comportamento degli attori, ai quali chiede il risarcimento dei danni e il
pagamento di provvigioni.

C.
Con lodo 22 febbraio 2011 l'arbitro unico ha accertato che il convenuto ha
rescisso validamente i due contratti e lo ha condannato a pagare alla
B.________ Ltd. EUR 173'000.-- con interessi al 5% dal 20 novembre 2008; le
rimanenti domande delle parti attrici sono state respinte o dichiarate
inammissibili. In parziale accoglimento della domanda riconvenzionale l'arbitro
ha condannato la B.________ Ltd., C.________ Ltd. in qualità di trustee del
D.________ Trust e B.________, solidalmente fra loro, a pagare ad A.________
EUR 499'338.23 con interessi al 5% dal 27 agosto 2007, nonché fr. 116'792.-- e
$ 48'000.-- per onorari e spese.

D.
Le parti attrici insorgono davanti al Tribunale federale con ricorso in materia
civile del 31 marzo 2011, con il quale chiedono, oltre al conferimento
dell'effetto sospensivo, l'annullamento della decisione arbitrale e il rinvio
dell'incarto all'arbitro affinché giudichi nel senso dei considerandi.
Il convenuto e l'arbitro unico hanno risposto, entrambi il 20 maggio 2011, di
respingere il ricorso nella misura in cui fosse ammissibile. Il 27 giugno 2011
le parti attrici hanno presentato una replica non chiesta, sulla quale il
convenuto ha preso posizione il 28 luglio 2011.

E.
L'effetto sospensivo domandato contestualmente al ricorso è stato negato con
decreto presidenziale del 17 maggio 2011. Una seconda istanza, presentata il 27
maggio 2011, è stata respinta il 27 giugno 2011.

Diritto:

1.
Il Tribunale federale esamina d'ufficio e con potere cognitivo pieno la propria
competenza e l'ammissibilità del gravame (DTF 135 III 1 consid. 1.1).

1.1 L'art. 77 cpv. 1 LTF ammette il ricorso in materia civile contro le
decisioni arbitrali alle condizioni poste dagli art. da 190 a 192 della legge
federale del 18 dicembre 1987 sul diritto internazionale privato (LDIP). Questa
legge è applicabile perché la sede dell'arbitrato è Lugano e le parti, al
momento della stipulazione del patto di arbitrato, non avevano sede o domicilio
in Svizzera né vi dimoravano abitualmente (art. 176 cpv. 1 LDIP).

1.2 Il ricorso è tempestivo (art. 100 cpv. 1 LTF) ed è volto contro la
decisione finale dell'arbitro unico (art. 90 LTF) in una causa civile (art. 72
cpv. 1 LTF). Non occorre poi stabilire se l'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF sia in
concreto applicabile, atteso che il valore di lite di fr. 30'000.-- è superato.
I ricorrenti B.________ Ltd., C.________ Ltd. e B.________, soccombenti innanzi
all'arbitro unico, hanno il diritto di ricorrere (art. 76 cpv. 1 LTF).
Discutibile potrebbe essere, come obietta l'opponente, la legittimazione di
D.________ Trust, il quale, pur avendo partecipato come attore al procedimento,
è stato coinvolto nel dispositivo del lodo solo per il tramite del trustee
C.________ Ltd. Dal momento che il ricorso consiste di una motivazione unica,
che non distingue la posizione dei singoli attori, e avrà l'esito che si vedrà,
si può tuttavia concedere il diritto di ricorrere (art. 76 cpv. 1 lett. b LTF)
anche a D.________ Trust, senza approfondire la sua posizione processuale.

1.3 I motivi di ricorso in materia di arbitrato internazionale sono enumerati
esaustivamente all'art. 192 cpv. 2 LDIP. Il Tribunale federale esamina soltanto
le censure che il ricorrente propone e motiva (art. 77 cpv. 3 LTF). La
motivazione sottostà alle esigenze dell'art. 106 cpv. 2 LTF, analoghe a quelle
che vigevano per il ricorso di diritto pubblico; sotto questo profilo l'entrata
in vigore della LTF nulla ha mutato (DTF 134 III 186 consid. 5). Il ricorrente
deve perciò indicare chiaramente le norme di diritto che ritiene violate e
precisare in cosa consista la violazione (DTF 128 III 50 consid. 1c).

1.4 Il ricorso in materia di giurisdizione arbitrale ha natura cassatoria (art.
77 cpv. 2 LTF che esclude l'applicazione dell'art. 107 cpv. 2 LTF nella misura
in cui quest'ultima disposizione permette al Tribunale federale di giudicare
esso stesso nel merito). La domanda di rinvio degli atti all'arbitro affinché
decida di nuovo nel senso dei considerandi è inammissibile.

1.5 Le risposte al ricorso inoltrate dal convenuto e dall'arbitro non
contengono elementi nuovi, decisivi per la causa, tali da rendere necessario un
secondo scambio di scritti. La replica spontanea presentata dai ricorrenti sarà
nondimeno considerata, in quanto necessario, in conformità con la
giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo in merito all'art. 6
n. 1 CEDU (sulla questione cfr. sentenza 5A_119/2011 del 29 marzo 2011 consid.
2.2). Sono però inammissibili censure che i ricorrenti avrebbero potuto
proporre già entro il termine di ricorso (DTF 135 I 19 consid. 2.2).

1.6 Il Tribunale federale è vincolato all'accertamento dei fatti contenuto nel
lodo. Non lo può rettificare nemmeno se fosse manifestamente inesatto, giacché
l'art. 77 cpv. 2 esclude l'applicazione dell'art. 105 cpv. 2 LTF (DTF 133 III
139 consid. 5; sentenza 4A_376/2008 del 5 dicembre 2008 consid. 3.3). Ne viene
anche l'inammissibilità dei documenti nuovi prodotti dai ricorrenti davanti al
Tribunale federale.

2.
I ricorrenti si prevalgono principalmente del motivo di ricorso dell'art. 190
cpv. 2 lett. d LDIP: ritengono che l'arbitro unico abbia violato il loro
diritto di essere sentiti nonché il principio della parità di trattamento.
Accessoriamente invocano anche l'art. 190 cpv. 2 lett. c LDIP.
L'atto di ricorso è però di difficile lettura, di struttura complessa, confuso
e ripetitivo. I ricorrenti mettono sotto il cappello del diritto di essere
sentiti molte critiche che nulla hanno a che vedere con tale diritto; esse
attengono per lo più al merito, all'apprezzamento delle prove, e sono formulate
come se ci si trovasse in istanza d'appello. Il Tribunale federale esaminerà
soltanto le censure che emergono con sufficiente chiarezza e che sono motivate
rispettando i requisiti posti dagli art. 77 cpv. 3 e 106 cpv. 2 LTF.

3.
La prima violazione del diritto di essere sentiti consiste, a mente dei
ricorrenti, nell'avere l'arbitro rifiutato i documenti da A-1 a A-44, dopo che
in precedenza ne avrebbe lasciato intendere l'ammissibilità.
Questi documenti, inoltrati dagli attori per posta elettronica il 12 luglio
2010 insieme con la comparsa conclusionale, sono stati stralciati con decisione
incidentale del 13 luglio 2010: l'arbitro ha ritenuto che la produzione non
fosse stata autorizzata e contrastasse con le direttive impartite in
precedenza. I ricorrenti non impugnano tale decisione incidentale, sebbene la
menzionino, né si confrontano con la motivazione dell'arbitro. Non lo fanno
neppure con la replica, nella quale ribadiscono praticamente gli argomenti già
proposti con il ricorso, aggiungendo soltanto che l'arbitro avrebbe dovuto
operare una "differenziazione tra i singoli documenti prodotti".
La censura è perciò inammissibile, con la conseguenza che vengono a cadere
anche tutti gli argomenti che i ricorrenti sviluppano ripetutamente attorno ai
documenti stralciati dall'arbitro: ad esempio nei commenti delle posizioni
F.________, I.________, J.________, K.________ e n. 4.996.00. Inammissibile è
anche la produzione di tali documenti davanti al Tribunale federale (supra,
consid. 1.6).

4.
Il lodo contiene alcune considerazioni generali sulla maggiore utilità delle
prove per documenti rispetto a quelle testimoniali. L'arbitro la riconduce sia
al fatto che nel commercio internazionale le operazioni avvengono soprattutto
per scritto, sia all'interesse personale che hanno nella lite i testi proposti
dagli attori. I ricorrenti ritengono che tale motivazione violi il diritto di
essere sentiti. Il seguito del gravame è poi costellato di innumerevoli
censure, riferite alle singole pretese poste in causa, concernenti la mancata
considerazione di documenti e testimonianze.

4.1 Sebbene, come detto, i ricorrenti si premurino di menzionare ripetutamente
il diritto di essere sentiti, queste argomentazioni non riguardano l'aspetto
formale del diritto alla prova; attengono invece all'apprezzamento delle prove,
ossia al valore che l'arbitro ha attribuito a documenti e testimonianze per
accertare i fatti che ha ritenuto determinanti per il giudizio. Il Tribunale
federale non può addentrarsi in tale esame, poiché è vincolato all'accertamento
dei fatti contenuto nel lodo (supra, consid. 1.6).
Tutte le censure che attengono a questi temi sono perciò inammissibili, siano
esse espresse in termini generali o riferite ad accertamenti puntuali. Lo sono
in particolare le argomentazioni - comunque appellatorie - volte contro
l'apprezzamento delle prove che ha portato l'arbitro a non riconoscere le
posizioni F.________, G.________, H.________, I.________, J.________ e
K.________, nonché le n. 1024.10/13 e 9.971.01, così come quelle riguardanti la
nomina del convenuto quale managing director della B.________ Ltd. oppure
l'attività che egli ha svolto per la L.________ GmbH.

4.2 Inammissibili, per lo stesso motivo, sono anche le critiche dirette contro
l'accoglimento della domanda riconvenzionale per provvigioni di vendita del
convenuto. A questo proposito i ricorrenti adducono anche la violazione del
principio della parità di trattamento. Di per sé il vizio potrebbe costituire
motivo di ricorso secondo l'art. 190 cpv. 2 lett. d LDIP, se fosse
riconducibile a disparità sotto il profilo dei diritti procedurali delle parti.
In realtà i ricorrenti contestano di nuovo soltanto l'apprezzamento delle prove
effettuato dall'arbitro; mantengono tale orientamento anche con le
considerazioni di replica.

5.
A mente dei ricorrenti il diritto di essere sentiti sarebbe stato violato
perché l'arbitro non avrebbe rispettato l'obbligo di informare le parti sulla
propria intenzione di fondare il lodo su elementi di diritto non prevedibili e
di chiedere spiegazioni su aspetti non chiari, dando loro la possibilità di
prendere posizione, di completare le allegazioni e di offrire prove. Essi
muovono questa censura prima in forma generale, poi nel contesto dell'esame di
dettaglio riguardante le posizioni K.________, 1024.10/13 e 9.971.01, nonché la
solidarietà.

5.1 Nel diritto svizzero vige il principio iura novit curia in forza del quale
l'arbitro, come il giudice, non è vincolato dalle argomentazioni giuridiche
delle parti: di regola - fatta eccezione di circostanze che qui non sono
addotte - egli può quindi applicare norme diverse da quelle proposte dalle
parti senza essere tenuto ad avvertirle preventivamente; non deve nemmeno
informarle sul carattere decisivo degli elementi di fatto sui quali intende
fondare il giudizio, a condizione che siano stati allegati e provati
regolarmente (DTF 130 III 35 consid. 5 e rif.).

5.2 La tesi dei ricorrenti è di conseguenza errata. Aggiungasi che i
chiarimenti che l'arbitro avrebbe dovuto effettuare, secondo loro, riguardavano
in definitiva l'idoneità degli elementi agli atti a provare i fatti, ossia
ancora l'apprezzamento delle prove. Una parte non può evidentemente pretendere
che l'arbitro o il giudice, prima di emanare un giudizio a lei sfavorevole,
l'avverta che un documento da lei prodotto non provi un determinato fatto
(sentenza 4A_450/2007 del 9 gennaio 2008 consid. 4.2.2).

6.
A diverse riprese i ricorrenti rimproverano all'arbitro di avere respinto
pretese che non erano contestate rispettivamente fondate su fatti pacifici, o
viceversa.
In determinate circostanze la mancata valutazione delle allegazioni delle parti
può effettivamente costituire diniego di giustizia formale; si veda in questo
senso la DTF 121 III 331 consid. 3b (citata nel ricorso). Non è tuttavia
necessario verificare se tali circostanze siano realizzate nei casi menzionati
dai ricorrenti.

6.1 Essi spiegano che la posizione F.________ di EUR 110'000.-- è originata da
un acquisto di macchine effettuato dal convenuto utilizzando i soldi della
B.________ Ltd.; egli avrebbe in seguito rivenduto le macchine per proprio
conto senza restituire i soldi. L'arbitro avrebbe respinto la pretesa
nonostante che il convenuto non avesse contestato di avere pagato le macchine
con i soldi della B.________ Ltd.
Per giustificare tali tesi i ricorrenti isolano tuttavia alcuni passaggi delle
prese di posizione del convenuto, attribuendo loro un significato che non
hanno. In realtà il convenuto, a pag. 8 dell'atto di risposta e riconvenzione
del 27 agosto 2007 e a pag. 13 della risposta e riconvenzione del 26 agosto
2009, aveva obiettato che le allegazioni della B.________ Ltd. erano confuse,
aveva contestato l'ammontare dei versamenti effettuati e aveva aggiunto che, se
l'importo in discussione fosse stato di EUR 110'000.--, esso sarebbe comunque
stato restituito.
Non è pertanto vero che il convenuto non avesse contestato i fatti in
discussione. Ne viene, oltre all'infondatezza di questa censura, che cadono
anche gli argomenti secondo i quali l'assenza di contestazione avrebbe indotto
i ricorrenti a produrre soltanto in un secondo tempo i documenti pertinenti,
per cui il rifiuto di acquisirli violerebbe il diritto di essere sentiti.
L'arbitro ha respinto la pretesa giudicando che le prove disponibili - solo le
deposizioni di B.________ e del suo avvocato - non fossero idonee a provare i
fatti, definiti per altro "di difficile comprensione". Questa motivazione non è
sindacabile (supra, consid. 1.6).

6.2 I ricorrenti ribadiscono la censura per la posizione n. 9.971.01, asserendo
che l'arbitro non l'avrebbe riconosciuta benché il convenuto non l'avesse
contestata. Travisano però il significato dell'obiezione "presunzioni e non
fatti, tantomeno nuovi" a pag. 17 della presa di posizione 1° marzo 2010, con
la quale il convenuto ha indubbiamente contestato la pretesa.

6.3 A proposito della domanda riconvenzionale concernente le provvigioni di
vendita del convenuto i ricorrenti rimproverano all'arbitro di aver dato per
non contestato il documento C-30; sostengono che la contestazione era
"sottointesa" nell'eccezione di falso mossa contro il documento C-20, a loro
dire identico. L'argomento è manifestamente infondato.
I due documenti non sono affatto identici; non fosse che perché uno consiste di
una tabella di una sola pagina (C-20), mentre l'altro è costituito di una
tabella, diversa, con l'aggiunta di una buona trentina di pagine (C-30). Nella
replica i ricorrenti sostengono di avere semplicemente prodotto gli
estratti-conto già agli atti come documento C-19. L'obiezione è nuova e
irricevibile, poiché i ricorrenti avrebbero potuto formularla già con il
ricorso, con il quale hanno invece proposto solo il raffronto tra i documenti
C-20 e C-30 (supra, consid. 1.5).

7.
L'ultima censura è fondata sull'art. 190 cpv. 2 lett. c LDIP: i ricorrenti
affermano che l'arbitro unico non avrebbe "considerato" le domande di
rendiconto ch'essi hanno presentato a più riprese nel corso della procedura.
Pure questa censura è manifestamente infondata. L'arbitro non ha affatto
dimenticato le conclusioni in questione: le ha registrate con i n. 3, 6 e 8
riferiti alla comparsa conclusionale 12 luglio 2010 delle parti attrici e le ha
respinte con il dispositivo n. 3 del lodo. Poco importano i motivi: i
ricorrenti confondono il vizio formale, del quale si prevalgono erroneamente,
con la reiezione di merito.

8.
Per tutti questi motivi il ricorso in materia civile, nella misura in cui è
ammissibile, si rivela infondato. Gli oneri processuali seguono la soccombenza
(art. 66 cpv. 1 e 68 cpv. 1 LTF).

Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:

1.
Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
Le spese giudiziarie di fr. 10'000.-- sono poste a carico dei ricorrenti in
solido, i quali rifonderanno all'opponente, sempre con vincolo di solidarietà,
fr. 12'000.-- per ripetibili della sede federale.

3.
Comunicazione ai patrocinatori delle parti e all'arbitro unico CCI.

Losanna, 18 ottobre 2011

In nome della I Corte di diritto civile
del Tribunale federale svizzero

La Presidente: Klett

Il Cancelliere: Piatti