Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

I. Zivilrechtliche Abteilung, Beschwerde in Zivilsachen 4A.458/2011
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Bundesgericht
Tribunal fédéral
Tribunale federale
Tribunal federal

{T 0/2}
4A_458/2011

Sentenza del 22 marzo 2012
I Corte di diritto civile

Composizione
Giudici federali Klett, Presidente,
Corboz, Rottenberg Liatowitsch, Kolly, Kiss,
Cancelliere Piatti.

Partecipanti al procedimento
A.________ SA,
patrocinata dall'avv. dott. Carlo Postizzi,
ricorrente,

contro

B.B.________,
patrocinata dall'avv. Roberta Soldati,
opponente.

Oggetto
azione di rendiconto,

ricorso contro la sentenza emanata il 31 maggio 2011 dalla II Camera civile del
Tribunale d'appello del Cantone Ticino.

Fatti:

A.
C.B.________, cittadino italiano con ultimo domicilio nel Cantone Ticino, è
deceduto a Milano il 14 settembre 2007, lasciando tre figli di primo letto e la
vedova di seconde nozze B.B.________. Il 19 ottobre 2007 è stato pubblicato
davanti alla Pretura di Lugano il testamento olografo datato 21 febbraio 1997
nel quale il defunto aveva designato eredi i tre figli in parti uguali.

B.
Con precetto esecutivo civile del 13 marzo 2008 B.B.________ ha intimato alla
A.________ SA di consegnarle entro 10 giorni la documentazione completa
concernente uno specificato conto bancario e qualsiasi altra relazione diretta
intestata o cointestata in qualunque forma al defunto, nonché di informarla
sull'esistenza di qualsiasi altra relazione indiretta di rapporti fiduciari,
società anonime, fondazioni e Anstalt del Liechtenstein, trust anglosassoni e
altre entità giuridiche in Svizzera o all'estero delle quali il defunto fosse
stato avente diritto economico, di darle se del caso tutte le informazioni
necessarie per identificare e raggiungere le persone che gestiscono tali
relazioni e di consegnarle anche a questo proposito la documentazione completa.
La banca si è opposta al precetto esecutivo civile.

C.
Statuendo il 5 giugno 2008 il Pretore del distretto di Lugano ha respinto
l'opposizione limitatamente alle informazioni concernenti lo specificato conto
e altre relazioni bancarie, ma solo nella misura in cui fossero intestate o
cointestate al defunto; per il resto ha mantenuto l'opposizione.

D.
Entrambe le parti si sono aggravate contro il giudizio del Pretore:
B.B.________ per ottenere la reiezione integrale dell'opposizione al precetto
esecutivo; A.________ SA auspicando la conferma della propria opposizione. Con
sentenza del 26 giugno 2009 la II Camera civile del Tribunale d'appello del
Cantone Ticino ha respinto le due appellazioni.

E.
In accoglimento di un ricorso in materia civile inoltrato da B.B.________, la I
Camera di diritto civile del Tribunale federale ha, con sentenza 26 luglio
2010, annullato la pronunzia di appello e ha rinviato la causa all'autorità
cantonale per nuova decisione nel senso dei considerandi. Il Tribunale federale
ha confermato il giudizio cantonale secondo cui la vedova, prevalendosi della
sua qualità di erede, non può pretendere di subentrare nel diritto contrattuale
- di cui nemmeno il defunto marito fruiva - di essere informata su eventuali
relazioni indirette presso la banca. Per quanto attiene invece alla possibilità
di ottenere le desiderate informazioni sulla base del diritto successorio, dopo
aver stabilito che il diritto applicabile alla successione sarebbe quello
italiano, questa Corte ha rilevato di non disporre delle constatazioni
concernenti la volontà espressa dal defunto con riferimento alla professo iuris
in favore del diritto svizzero invocata dalla banca. Per questo motivo ha
ritornato la causa all'autorità inferiore per completazione degli accertamenti
e nuova decisione in applicazione del diritto che regge la controversia.

F.
Con sentenza del 31 maggio 2011 la II Camera civile del Tribunale di appello
del Cantone Ticino ha parzialmente accolto l'appello di B.B.________ e ha
rigettato l'opposizione per un'ulteriore serie di specificati documenti,
ordinando alla A.________ SA di consegnarli entro 30 giorni alla procedente. La
Corte di appello ha accertato la volontà del testatore di sottoporre la
successione al diritto svizzero e ha reputato che il termine di prescrizione
relativo di un anno previsto dall'art. 533 cpv. 1 CC per l'inoltro di
un'eventuale azione di riduzione non abbia ancora iniziato a decorrere, perché
lo scopo della procedura incoata dalla vedova è appunto quello di ottenere
informazioni per determinare se vi è una lesione della sua porzione legittima.
Dopo aver indicato, con riferimento al diritto di informazione sgorgante dal
diritto successorio, che alla fattispecie va applicato per analogia l'art. 170
CC, ha verificato quali eventuali averi presso la banca intestati a terzi
(fiduciario, società anonima, Anstalt del Liechtenstein, ecc.) siano
suscettibili di entrare nell'asse successorio.

G.
Con ricorso in materia civile del 9 agosto 2011 la A.________ SA postula,
previo conferimento dell'effetto sospensivo al gravame, la riforma della
sentenza di appello nel senso che l'opposizione da lei interposta al precetto
esecutivo fatto spiccare da B.B.________ sia mantenuta - come deciso dal
Pretore - per le relazioni bancarie indirette intestate a terzi e con
beneficiario economico il de cuius. La ricorrente ritiene che la Corte
cantonale, introducendo l'aspetto del diritto di informazione successorio,
abbia statuito "extra-petizione", perché la vedova avrebbe fondato la sua
domanda esclusivamente sull'art. 400 CO. Contesta poi che il diritto di
informazione possa basarsi su un'applicazione analogica dell'art. 170 CC e
afferma che in ogni caso, essendo l'azione di riduzione perenta in virtù
dell'art. 533 cpv. 1 CC, non sussiste più alcun diritto di rendiconto basato
sul diritto successorio.
La Presidente della Corte adita ha conferito effetto sospensivo al ricorso con
decreto dell'8 settembre 2011.
B.B.________ propone la reiezione del ricorso con risposta 13 settembre 2011.
Nega segnatamente che la Corte cantonale abbia statuito extra-petizione e
afferma che, vista la riserva contenuta nell'art. 46 cpv. 2 della legge
italiana sul diritto internazionale privato in favore degli eredi legittimari
residenti in Italia, l'azione di riduzione soggiacerebbe al termine di
prescrizione di 10 anni previsto dalla legislazione di tale paese.
La ricorrente ha inoltrato spontaneamente una replica il 7 ottobre 2011 a cui
l'opponente, sempre spontaneamente, ha duplicato il 26 ottobre 2011.

Diritto:

1.
Nella sentenza 4A_421/2009 del 26 luglio 2010, emanata fra le medesime parti e
con cui la causa è stata rinviata alla Corte cantonale per nuova decisione, il
Tribunale federale si è già espresso sull'ammissibilità del ricorso in materia
civile interposto nell'ambito di un'azione di rendiconto ai sensi dell'art.
488a CPC/TI (consid. 1.1, non pubblicato nella DTF 136 III 461). Tali
considerazioni, a cui può essere rinviato, rimangono valide anche nella
fattispecie, nonostante l'entrata in vigore il 1° gennaio 2011 del Codice di
diritto processuale civile svizzero (CPC). L'impugnativa, consegnata alla posta
il 10 agosto 2011 e diretta contro una sentenza ricevuta dalla ricorrente il 20
giugno 2011, è tempestiva (art. 100 cpv. 1 LTF combinato con l'art. 46 cpv. 1
lett. b LTF).

2.
Contrariamente all'abrogata legge sull'organizzazione giudiziaria (art. 66 cpv.
1 OG), la LTF non contiene alcuna norma che prevede espressamente che i
Tribunali cantonali e lo stesso Tribunale federale siano vincolati dalla
decisione di rinvio. Ciò perché l'effetto vincolante è stato ritenuto ovvio dal
legislatore. Non vi è pertanto motivo di derogare alla giurisprudenza
sviluppata in applicazione del previgente art. 66 cpv. 1 OG (DTF 135 III 334
consid. 2.1).

3.
Trattandosi nella fattispecie di una causa attinente alla successione di un
cittadino italiano morto con un ultimo domicilio in Svizzera, il Tribunale
federale ha stabilito - nella decisione di rinvio del 26 luglio 2010 (DTF 136
III 461) - che l'art. 17 cpv. 3 del Trattato di domicilio e consolare tra la
Svizzera e l'Italia del 22 luglio 1868 (RS 0.142.114.541) ne disciplina il
diritto applicabile (consid. 5.2). Questo Tribunale ha tuttavia indicato che
tale norma non esclude la possibilità di sottoporre la successione a un diritto
diverso da quello (il diritto italiano; consid. 5.4) a cui la predetta norma
rinvia in concreto. Esso ha quindi ritenuto che pure una professio iuris in
favore del diritto dello Stato di residenza, come quella di cui si prevale la
qui ricorrente, è possibile nel campo di applicazione della menzionata
Convenzione (consid. 6.1). Ha conseguentemente ritornato la causa all'autorità
inferiore per completazione degli accertamenti di fatto concernenti la volontà
espressa dal defunto con riferimento all'invocata professio iuris e nuovo
giudizio in applicazione del diritto svizzero o italiano, dopo aver determinato
quale dei due regge la controversia (consid. 6.2).

3.1 La Corte cantonale ha ritenuto che il testamento non lascia spazio a dubbi
sulla volontà del testatore, che ha chiaramente optato in favore del diritto
svizzero. Tale accertamento non è contestato né dalla ricorrente né
dall'opponente ed è quindi vincolante per il Tribunale federale, che lo pone a
fondamento della sua sentenza (art. 105 cpv. 1 LTF).

3.2 I Giudici cantonali hanno poi reputato che nella citata sentenza il
Tribunale federale abbia indicato "la strada del rinvio", motivo per cui alla
fattispecie non sarebbe esclusivamente applicabile il diritto svizzero a cui il
de cuius ha sottoposto la propria successione, ma pure, in virtù della
normativa italiana in materia di diritto internazionale privato (art. 46 cpv. 2
della legge n. 218 del 31 maggio 1995), il diritto italiano, qualora il diritto
scelto dal testatore dovesse pregiudicare i diritti che la legge italiana
attribuisce ai legittimari residenti in Italia al momento della morte della
persona della cui successione si tratta.
Ora, l'appena menzionata argomentazione del giudizio impugnato discende da
un'interpretazione errata della sentenza di questo Tribunale, il quale non ha
affatto rinviato al diritto italiano e alla legge sul diritto internazionale
privato di tale Stato. Questa Corte ha invece indicato che, nell'ambito del
Trattato applicabile nella fattispecie, un cittadino italiano con ultimo
domicilio in Svizzera può sottoporre la sua successione al diritto di questo
paese (sopra, consid. 3), ciò che in base agli incontestati accertamenti della
sentenza di appello è stato fatto dal de cuius (sopra, consid. 3.1). Ne segue
che la controversia è retta esclusivamente dal diritto svizzero. Giova del
resto rilevare che, vista la similitudine fra i due ordinamenti giuridici, che
conoscono entrambi il diritto alla legittima per coniuge e figli, non sussiste
alcun motivo che giustifichi l'adozione da parte del giudice svizzero,
nell'ambito dell'applicazione del menzionato Trattato, di una norma italiana
che pare essere in primo luogo intesa a proteggere gli eredi legittimari da
un'eventuale diseredazione, operata sottoponendo la successione al diritto di
un paese che consente di disporre senza alcun limite del proprio patrimonio
(cfr. TITO BALLARINO, Diritto internazionale privato, 2a ed. 1996, pag. 507
seg.).

4.
Nella fattispecie è pacifico che nel testamento olografo del 21 febbraio 1997,
pubblicato innanzi alla Pretura di Lugano il 19 ottobre 2007, il de cuius ha
designato suoi eredi in parti uguali i tre figli. L'opponente soggiunge
tuttavia che non vi sarebbe certezza sull'inesistenza di ulteriori successive
disposizioni di ultima volontà e che non sarebbe nemmeno esatto affermare, come
fatto dalla ricorrente, che ella sarebbe stata "sottaciuta nel testamento",
atteso che quest'ultimo è stato redatto diversi anni prima del suo matrimonio
con il defunto.
Con riferimento alla prima obiezione, occorre osservare che spetta a colui che
si prevale di un diritto d'informazione basato sul diritto successorio allegare
la sua qualità di erede e che a tal fine non basta semplicemente evocare la
possibile esistenza di non meglio precisate disposizioni a causa di morte in
proprio favore. Pure irrilevante è il fatto che il matrimonio sarebbe
posteriore alla redazione del testamento. L'art. 516 CC recita infatti che, se
dopo la disposizione di ultima volontà sorge per il disponente una causa che ne
limita la facoltà di disporre, la disposizione non è annullata, ma rimane
soggetta all'azione di riduzione.

5.
Un erede legittimario escluso dalla successione in virtù di un testamento che
non lo menziona, ma in cui il testatore designa suoi eredi altre persone, è
unicamente un erede virtuale fintanto che, dopo aver attaccato con un'azione di
riduzione la disposizione di ultima volontà, non ottiene la sua legittima; se
omette di introdurre l'azione nel termine di perenzione dell'art. 533 CC, egli
perde definitivamente la sua qualità di erede (v. da ultimo FORNI/PIATTI,
Commento basilese, Zivilgesetzbuch II, 4a ed. 2011, n. 2 a prima degli art.
522-533 CC, con rinvii). La sentenza che pronuncia la riduzione ha infatti
carattere costitutivo (DTF 115 II 211 consid. 4; sentenza 5C.81/2003 del 21
gennaio 2004 consid. 5.2). Ne segue che nella fattispecie in esame,
contrariamente a quanto pare ritenere l'opponente, il fatto di essere la vedova
del defunto non dimostra ancora la sua qualità di erede, ma occorre verificare,
ritenuto come non viene nemmeno preteso che sia già stata introdotta un'azione
di riduzione, se questa può ancora essere validamente incoata o se invece la
stessa sia perenta, come affermato dalla ricorrente.

5.1 In concreto, contrariamente a quanto sostiene l'opponente nella sua
risposta e ricordata la professio iuris contenuta nel testamento, il termine
entro il quale può essere inoltrata un'azione di riduzione viene determinato
esclusivamente in base al diritto svizzero e un eventuale termine più lungo
previsto dal diritto italiano è irrilevante.

5.2 Giusta l'art. 533 cpv. 1 CC la predetta azione si prescrive col decorso di
un anno dal momento in cui gli eredi hanno avuto conoscenza della lesione dei
loro diritti. Il testo legale è impreciso, poiché non si tratta di un termine
di prescrizione, ma di perenzione (DTF 128 III 318 consid. 2.1; 121 III 249
consid. 2 con rinvii). Questo termine (relativo) inizia a decorrere quando la
persona lesa nella propria legittima conosce gli elementi di fatto che lasciano
confidare nell'esito favorevole di un'eventuale azione di riduzione (DTF 121
III 249 consid. 2a). A tal fine è necessaria, se l'interessato non è stato
completamente escluso dalla successione, una conoscenza approssimativa
dell'ammontare dell'eredità (DTF 121 III 249 consid. 2b). L'erede totalmente
estromesso da una successione apprende invece la lesione della sua porzione
legittima già dalla relativa disposizione di ultima volontà.
Nella fattispecie l'opponente ha saputo della violazione della propria
legittima con la comunicazione del contenuto del menzionato testamento
olografo, che la esclude dalla successione. Ne segue che, contrariamente a
quanto ritenuto dalla Corte cantonale, per determinare se i suoi diritti
successori fossero lesi, la vedova non necessitava delle informazioni richieste
con l'azione di rendiconto. Atteso che già il precetto esecutivo civile del 13
marzo 2008 con cui è iniziata la presente causa menzionava il testamento con il
suo contenuto, l'azione di riduzione era ampiamente perenta quando la Corte
cantonale ha emanato la decisione impugnata. Così stando le cose, l'opponente
ha perso la sua qualità di erede e di conseguenza il diritto di ottenere
informazioni in base al diritto successorio.

6.
Atteso che il ricorso deve già essere accolto per il predetto motivo, non
occorre esaminare le rimanenti censure ricorsuali. La sentenza impugnata va
pertanto annullata e riformata nel senso che l'opposizione interposta dalla
ricorrente è mantenuta nei limiti già fissati nel giudizio pretorile. Rimane
pertanto immutata, perché già cresciuta in giudicato, la reiezione
dell'opposizione pronunciata dal giudice di prime cure con il relativo ordine
di consegna dei seguenti documenti (estratto dalla sentenza del Pretore):
"Conto xxx, ma solo se intestato o cointestato al fu C.B.________ (22-8-1931)
Tutta la documentazione completa di apertura del conto (comprese eventuali
procure rilasciate sia personali che di amministrazione del patrimonio).
Tutti gli estratti patrimoniali, estratti conto mensili, giustificativi dei
movimenti compiuti in entrata ed in uscita (avvisi di addebito e accredito) per
qualsiasi titolo o causa su detti conti con l'indicazione dei mittenti e/o
beneficiari ed i relativi ordini di pagamento e/o di prelievo.
Il tutto dalla data di apertura sino ad oggi.

Altre relazioni bancarie intestate o cointestate al fu C.B.________ (22-8-1931)
Elenco di tutte le relazioni intestate o cointestate sotto qualsiasi forma,
denominazione o cifra, ivi comprese ev. cassette di sicurezza, al fu
C.B.________, 22.8.1931, cittadino italiano, già domiciliato a X.________,
deceduto a Milano il 14.9.2007, esistenti presso la A.________ SA, in
particolare su tutto il territorio svizzero e succursali estere;
In caso di estinzione di dette relazioni, i documenti attestanti la relativa
data, nonché i giustificativi bancari di pagamento rispettivamente di bonifico
dei relativi importi in conto fino all'estinzione.
Documentazione completa di apertura delle relazioni (conti, deposito titoli e
ogni altro connesso), eventualmente di estinzione, estratti patrimoniali,
estratti conto mensili, giustificativi dei movimenti compiuti in entrata ed
uscita (avvisi di addebito e accredito) ed i relativi ordini scritti di
pagamento e/o di prelievo. Il tutto dalla data di apertura sino ad oggi."

Le spese processuali e le ripetibili seguono la soccombenza (art. 66 cpv. 1 e
68 cpv. 1 LTF).

Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:

1.
Il ricorso è accolto e la sentenza impugnata è annullata e riformata nel senso
che l'appello 16 giugno 2008 di B.B.________ è respinto nella misura in cui è
ricevibile.

2.
La causa è rinviata alla II Camera civile del Tribunale di appello del Cantone
Ticino per nuova fissazione delle spese processuali e delle ripetibili della
procedura cantonale.

3.
Le spese giudiziarie di fr. 10'000.-- sono poste a carico dell'opponente, che
rifonderà alla ricorrente fr. 12'000.-- a titolo di ripetibili per la sede
federale.

4.
Comunicazione ai patrocinatori delle parti e alla II Camera civile del
Tribunale d'appello del Cantone Ticino.

Losanna, 22 marzo 2012

In nome della I Corte di diritto civile
del Tribunale federale svizzero

La Presidente: Klett

Il Cancelliere: Piatti