Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

I. Zivilrechtliche Abteilung, Beschwerde in Zivilsachen 4A.684/2011
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Bundesgericht
Tribunal fédéral
Tribunale federale
Tribunal federal

{T 0/2}
4A_684/2011

Sentenza del 21 maggio 2012
I Corte di diritto civile

Composizione
Giudici federali Klett, Presidente,
Corboz, Ramelli, Giudice supplente,
Cancelliere Piatti.

Partecipanti al procedimento
A.________ SpA,
patrocinata dagli avv.ti Gabriele Ferrari e Fabio Capoferri,
ricorrente,

contro

B.________ Ltd,
patrocinata dall'avv. Brenno Brunoni,
opponente.

Oggetto
mandato,

ricorso contro la sentenza emanata il 6 ottobre 2011 dalla II Camera civile del
Tribunale d'appello del Cantone Ticino.

Fatti:

A.
Il 1° gennaio 2002 la A.________ SpA (I) ha stipulato due contratti con la
B.________ Ltd, Londra, per la prestazione di servizi promozionali dei propri
prodotti farmaceutici in Polonia e nella Repubblica ceca tramite rappresentanti
e informatori scientifici, capi area e rappresentanti nazionali. Il 15 ottobre
2002 la B.________ Ltd ha sottoscritto a sua volta due accordi con la società
ceca C.________ per la promozione dei medesimi prodotti nei medesimi due paesi.

I contratti sono stati adempiuti senza problemi fino alla primavera 2004,
quando, accortasi che dietro la B.________ Ltd si celavano i propri dirigenti
D.________ ed E.________, la A.________ SpA ha sospeso i pagamenti. In seguito,
il 3 giugno 2004 essa ha disdetto i due contratti e il 16 luglio 2004 ha
dichiarato d'invalidarli per dolo. La B.________ Ltd ha dal canto suo disdetto
i contratti per colpa grave e inadempimento il 26 luglio 2004. Nel frattempo
anche C.________, rimasta scoperta, aveva disdetto i propri contratti con la
B.________ Ltd.

Il 1° agosto 2004 la A.________ SpA ha firmato direttamente con la C.________
due nuovi accordi per l'attività promozionale dei suoi prodotti in Polonia e
nella Repubblica ceca.

B.
La vicenda ha originato diversi procedimenti penali contro D.________ ed
E.________, in Svizzera e in Italia, sul cui esito non è necessario
soffermarsi.

Sul piano civile, il 30 luglio 2004 la B.________ Ltd ha promosso azione
davanti al Pretore di Lugano chiedendo che la A.________ SpA fosse condannata a
pagarle Euro 1'653'568.44 per le fatturazioni rimaste scoperte tra gennaio e
luglio 2004 e per il risarcimento della perdita di guadagno consecutiva alla
rottura anticipata dei contratti, della quale era a parer suo responsabile la
convenuta. Questa si è opposta alla petizione e, prevalendosi degli art. 20, 23
e 28 CO in relazione con il comportamento di D.________ ed E.________, ha fatto
valere in via riconvenzionale una pretesa di rifusione dell'indebito profitto
di Euro 2'855'569.11, somma corrispondente alla differenza tra quanto l'attrice
aveva incassato da lei e quanto riversato alla C.________.

C.
Il Pretore ha respinto l'azione principale e accolto quella riconvenzionale con
sentenza del 30 gennaio 2009.

Statuendo sull'appellazione dell'attrice, il 6 ottobre 2011 la II Camera civile
del Tribunale di appello ticinese ha sovvertito il giudizio di prima istanza:
ha respinto l'azione riconvenzionale e accolto parzialmente l'azione
principale, condannando la convenuta a pagare Euro 1'266'728.62 per l'attività
svolta dall'attrice fino al 16 luglio 2004, ma rifiutando a quest'ultima il
risarcimento della perdita successiva a tale data.

D.
La convenuta insorge davanti al Tribunale federale con ricorso in materia
civile del 10 novembre 2011. Si prevale dell'accertamento manifestamente
inesatto dei fatti e della violazione del diritto federale e chiede che la
sentenza cantonale sia annullata e che sia confermata la sentenza del Pretore.

L'attrice propone di respingere il ricorso, mentre l'autorità cantonale non si
è pronunciata.

Diritto:

1.
Il ricorso è presentato dalla parte soccombente nella sede cantonale (art. 76
cpv. 1 lett. a LTF), è tempestivo (art. 100 cpv. 1 LTF) ed è volto contro una
sentenza finale (art. 90 LTF) emanata su ricorso dall'autorità giudiziaria
ticinese di ultima istanza (art. 75 LTF) in una causa civile (art. 72 cpv. 1
LTF) con un valore litigioso superiore a fr. 30'000.-- (art. 74 cpv. 1 lett. b
LTF). Sotto questo profilo esso è pertanto ammissibile.

2.
Il Tribunale federale esamina d'ufficio l'applicazione del diritto federale
(art. 106 cpv. 1 LTF). Tuttavia, tenuto conto dell'onere di allegazione e
motivazione imposto dall'art. 42 cpv. 1 e 2 LTF, la cui mancata ottemperanza
conduce all'inammissibilità del gravame (art. 108 cpv. 1 lett. b LTF),
considera di regola solo gli argomenti proposti nell'atto di ricorso (DTF 134
III 102 consid. 1.1). Le esigenze sono più severe quando è fatta valere la
violazione di diritti fondamentali: in questo caso l'art. 106 cpv. 2 LTF esige
una motivazione puntuale e precisa, analoga a quella che l'art. 90 cpv. 1 lett.
b OG prescriveva per il ricorso di diritto pubblico (DTF 136 I 65 consid.
1.3.1; 134 II 244 consid. 2.2; 130 I 258 consid. 1.3). Il rinvio agli atti
della procedura cantonale non è ammesso (DTF 133 II 396 consid. 3.2). Qualora
la decisione impugnata si fondi su due motivazioni alternative e indipendenti,
occorre confrontarsi con entrambe, sotto pena d'inammissibilità, e il ricorso
può essere accolto soltanto se si avverino fondate le critiche volte contro le
due motivazioni (DTF 133 IV 119 consid. 6.3 e rif.).

Di principio il Tribunale federale fonda il suo ragionamento giuridico
sull'accertamento dei fatti svolto dall'autorità inferiore (art. 105 cpv. 1
LTF). Può scostarsene o completarlo solo se è stato effettuato in violazione
del diritto ai sensi dell'art. 95 LTF o in modo manifestamente inesatto (art.
105 cpv. 2 LTF). L'accertamento dei fatti contenuto nella sentenza impugnata
può essere censurato alle stesse condizioni; occorre inoltre che l'eliminazione
dell'asserito vizio possa influire in maniera determinante sull'esito della
causa (art. 97 cpv. 1 LTF).

Se rimprovera all'autorità cantonale un accertamento dei fatti manifestamente
inesatto - ossia arbitrario (DTF 137 III 268 consid. 1.2; 133 II 249 consid.
1.2.2 pag. 252) - il ricorrente deve motivare la censura conformemente alle
esigenze poste dall'art. 106 cpv. 2 LTF (DTF 136 II 304 consid. 2.5 pag. 314).
Deve indicare chiaramente i diritti costituzionali che si pretendono violati e
precisare in cosa consiste la violazione (DTF 134 II 244 consid. 2.2). Siccome
il giudice cantonale fruisce di un grande potere discrezionale nel campo
dell'apprezzamento delle prove (o dell'accertamento dei fatti in genere), chi
invoca l'arbitrio deve dimostrare che la sentenza impugnata ha ignorato il
senso e la portata di un mezzo di prova preciso, ha omesso senza ragioni valide
di tenere conto di una prova importante suscettibile di modificare l'esito
della lite, oppure ha ammesso o negato un fatto ponendosi in aperto contrasto
con gli atti di causa o interpretandoli in modo insostenibile (DTF 137 I 58
consid. 4.1.2 pag. 62; 134 V 53 consid. 4.3 pag. 62; 129 I 8 consid. 2.1).

3.
La motivazione della sentenza cantonale verte principalmente sui fatti.

3.1 In un considerando iniziale i giudici ticinesi hanno osservato che gli
accertamenti di fatto si sono rivelati difficoltosi per diversi motivi: a causa
dell'insufficienza delle allegazioni delle parti, alla quale ha rimediato
parzialmente il Pretore tenendo conto anche di circostanze non allegate, della
scarsa attendibilità delle deposizioni degli organi della convenuta, del
carattere non vincolante dei riscontri delle procedure penali e del
comportamento processuale negligente della convenuta, la quale, invece di
indicare con precisione le prove a sostegno delle proprie allegazioni, si è
limitata a rinviare genericamente agli atti.

3.2 Ripercorrendo la vicenda il Tribunale di appello ha nondimeno stabilito, in
fatto, che i dirigenti della convenuta D.________ ed E.________, incaricati di
trovare soluzioni per promuovere i prodotti farmaceutici della ditta
nell'Europa dell'Est, avevano proposto i contratti poi sottoscritti con la
società attrice, sottacendo però di esserne i beneficiari economici e
millantandone le qualità di specialista del settore. In realtà quella società
era stata costituita pochissimi mesi prima, non aveva svolto nessuna attività e
non aveva quindi alcuna esperienza nel settore né presenza sui mercati
dell'Est; per l'esecuzione dei contratti essa si era perciò appoggiata sulla
società ceca C.________, le cui prestazioni costavano circa il 40 % meno di
quelle fatturate alla convenuta. D.________ ed E.________, ha soggiunto la
Corte ticinese, avevano agito come organi di fatto dell'attrice, poiché avevano
gestito in prima persona i contratti e tutti i rapporti con la C.________.

In diritto la Corte cantonale ha stabilito - aderendo al giudizio del Pretore -
che il comportamento ingannevole di D.________ ed E.________ era stato causale
per la conclusione dei contratti, poiché, in base al corso ordinario delle
cose, nessuna persona ragionevole li avrebbe conclusi a quelle condizioni se
fosse stata debitamente informata sulla situazione effettiva; tale
comportamento va addebitato all'attrice, costituisce dolo attivo e passivo
secondo l'art. 28 cpv. 1 CO ed è illecito.

3.3 Le considerazioni del Tribunale di appello in merito alle conseguenze
dell'invalidazione dei contratti sono analizzate sotto. Basti anticipare che,
dopo avere richiamato le regole giurisprudenziali particolari vigenti per i
contratti di durata, come quello sotto esame, i giudici ticinesi hanno
costatato che la convenuta, che ne porta l'onere, non è riuscita a provare che,
"se fosse stata informata delle circostanze illecitamente millantate o
sottaciute, avrebbe ridotto la controprestazione prevista negli accordi di cui
ai doc. B e C al livello del prezzo concordato dall'attrice con C.________".
Essi hanno anche rimproverato alla convenuta, oltre che di non avere provato di
essere stata disposta a stipulare contratti con ditte del posto, di non avere
spiegato i motivi per i quali avesse scelto di contrattare con l'attrice
piuttosto che con altri.

3.4 Tutto ciò ha portato il Tribunale di appello a optare per la rescissione ex
nunc, ossia a respingere l'azione riconvenzionale, rifiutando quindi alla
convenuta la rifusione del maggior costo pagato fino alla rescissione del
contratto, e ad accogliere almeno parzialmente l'azione principale, con il
riconoscimento del diritto dell'attrice alla retribuzione per l'attività
svolta, ma non al risarcimento della perdita di guadagno futura.

4.
La convenuta ritiene che la sentenza impugnata abbia accertato i fatti
determinanti in modo manifestamente inesatto, contraddicendosi e commettendo
arbitrio. Una prima volta dandole atto che, se avesse saputo che D.________ ed
E.________ l'avevano ingannata sulla vera natura della neo-costituita società,
sulla necessità di avvalersi di una ditta locale e sul loro interesse
economico, non avrebbe stipulato i contratti a quelle condizioni, ma negando
nel contempo che anche la controprestazione pattuita sarebbe stata inferiore;
una seconda volta rimproverandole di non essere riuscita a provare quest'ultima
circostanza sebbene il Tribunale di appello medesimo l'abbia considerata un
fatto di natura ipotetica, "neppure comprovabile mediante istruttoria". Qualora
le informazioni fossero state date correttamente, riassume la convenuta,
nessuna persona ragionevole avrebbe accettato condizioni così gravose.

4.1 Queste censure s'inseriscono nell'argomentazione della sentenza impugnata
concernente la risoluzione dei contratti di durata, in merito ai quali occorre
qualche precisazione.

La giurisprudenza tratta in modo speciale l'invalidazione dei contratti di
durata per vizi della volontà soprattutto in considerazione della difficoltà
pratica o dell'impossibilità per le parti di restituirsi reciprocamente le
prestazioni già effettuate. Equiparando la dichiarazione d'invalidazione a una
disdetta straordinaria, che ha effetto ex nunc, tali prestazioni rimangono
intatte. A meno che il vizio della volontà non si sia ripercosso anche sul
sinallagma, abbia cioè influenzato sotto il profilo quantitativo la prestazione
promessa dalla parte che ne è vittima. In questi casi il giudice deve
ristabilire l'equilibrio delle prestazioni e, posta la causalità del vizio,
adeguare il contratto retroattivamente, seguendo criteri analoghi a quelli che
vigono per l'applicazione dell'art. 20 cpv. 2 CO (DTF 129 III 320 consid. 7, in
part. 7.1.4 pag. 329 seg.; 134 III 438 consid. 2.4). L'adeguamento giudiziario
deve perciò effettuarsi per interpretazione del contratto, ricercando la
volontà ipotetica delle parti e stabilire ciò ch'esse avrebbero pattuito se il
vizio non avesse influenzato le loro volontà. Si tratta di una questione di
diritto, che deve però poggiare sulle circostanze di fatto del caso specifico (
DTF 124 III 57 consid. 3c pag. 60; 120 lI 35 consid. 4b pag. 41; 107 II 419
consid. 3a).

4.2 Nell'affrontare il tema del contratto di durata, la Corte cantonale si è
chiesta se "il vizio di volontà abbia influenzato da un punto di vista
quantitativo il rapporto tra la prestazione e la controprestazione"; ha
risposto per la negativa, affermando che "la convenuta, gravata del relativo
onere della prova, non è stata in grado di dimostrare che, se fosse stata
informata delle circostanze illecitamente millantate o sottaciute, avrebbe
ridotto la controprestazione prevista negli accordi di cui ai doc. B e C al
livello del prezzo concordato dall'attrice con C.________".

La convenuta sostiene con ragione che quest'argomentazione contraddice un altro
accertamento della sentenza. Interrogandosi sull'esistenza del dolo, i giudici
ticinesi hanno infatti costatato che la convenuta, come qualsiasi altra persona
ragionevole, non avrebbe contrattato "a quelle condizioni", ovvero non avrebbe
concluso "contratti così importanti e gravosi con una ditta senza alcuna
specializzazione nel settore, senza alcuna precedente attività e senza alcuna
presenza nei mercati dell'est", se non fosse stata ingannata. È difficile
immaginare che, in tale evenienza, tra le modalità contrattuali meno "gravose"
non vi sarebbe stata la remunerazione dovuta all'attrice. La sentenza cantonale
menziona "eventuali clausole atte ad evitare un conflitto d'interessi" (consid.
6.2 a pag. 16); esaminando il dolo, tuttavia, considera la necessità d'inserire
tali clausole più che altro come conseguenza dell'interesse economico di
D.________ ed E.________ nella società attrice, non dell'inconsistenza della
loro ditta (consid. 4.2). Nell'esame del dolo i giudici ticinesi si sono del
resto riferiti alla sentenza del Pretore, il quale, su questo punto, era stato
chiaro, ammettendo senza esitazioni che l'inganno aveva "determinato il prezzo
del contratto, ossia la remunerazione di B.________".

4.3 Non pone rimedio alla contraddizione il passaggio della sentenza ove la
Corte ticinese ha rilevato che, se la convenuta avesse saputo la verità, non
avrebbe ridotto il corrispettivo ma avrebbe tutt'al più rinunciato a concludere
i contratti. Quest'argomentazione non si concilia infatti con la ratio delle
regole particolari sull'invalidazione dei contratti di durata.

È assai probabile che la convenuta, se avesse saputo fin dall'inizio di avere a
che fare con degli imbroglioni, avrebbe interrotto la trattativa; tant'è che,
una volta informata, ha dichiarato tempestivamente di non ritenersi più
vincolata ai contratti. Nel caso ordinario l'invalidazione avrebbe comportato
la caducità ex tunc dei contratti e la conseguente restituzione delle
prestazioni effettuate. Ma nell'ambito di rapporti di durata, come detto, la
situazione iniziale non può essere ripristinata, per cui la giurisprudenza
vuole che, a determinate condizioni, l'equilibrio contrattuale sia ristabilito
correggendo la prestazione dovuta dalla parte che si prevale del vizio sulla
base della sua volontà ipotetica (sopra, consid. 4.1). Il giudice non può
perciò sottrarsi a quest'analisi obiettando semplicemente che la vittima non
avrebbe stipulato il contratto, riconducendo cioè gli effetti
dell'invalidazione a un'ipotesi che non può di principio entrare in
considerazione nei rapporti di durata.

5.
Ne viene che la sentenza impugnata lede il diritto federale e va annullata e
che la causa è da rinviare all'autorità cantonale, affinché sciolga in primo
luogo la contraddizione nell'accertamento relativo all'influenza del dolo
sull'entità della prestazione in denaro promessa dalla convenuta. Se - come è
verosimile per quanto detto poc'anzi - la risposta sarà affermativa, la Corte
cantonale dovrà in seguito passare al ragionamento ipotetico, non per accertare
ciò che avrebbe fatto una persona ragionevole nelle medesime circostanze, come
vorrebbe la convenuta, bensì per determinare, in conformità con la
giurisprudenza citata, la retribuzione che la convenuta avrebbe corrisposto se
non fosse stata vittima del comportamento doloso di D.________ ed E.________.

Contrariamente a quanto sembra ritenere il Tribunale di appello, la convenuta
non porta l'onere di provare la sua volontà ipotetica come tale, dal momento
che si tratta di una questione di diritto; oggetto di prova sono solamente gli
indizi di tale volontà, le circostanze di fatto concrete sulle quali il giudice
che corregge il contratto deve basarsi. Alcune emergono già con chiarezza dalla
sentenza cantonale; altre necessitano di approfondimenti.

5.1 I giudici ticinesi hanno accertato che D.________ ed E.________ avevano
"millantato" l'attrice come società specializzata, già attiva nel settore "con
un certo successo, così da poter essere considerata un partner affidabile".
Nella realtà, invece, la società "era stata costituita solo da pochissimi mesi
e fino ad allora non aveva svolto alcuna attività, tanto meno nel marketing
internazionale"; in particolare "non aveva alcuna esperienza nel settore né
alcuna presenza diretta sui mercati polacchi e cechi e doveva quindi
appoggiarsi a una società locale".

In assenza di indizi contrari è indubbio che, se questa verità fosse stata
portata a sua conoscenza, la convenuta avrebbe capito che i servizi promessi
dall'attrice erano inattuabili e inutili e avrebbe di conseguenza messo in
discussione e ridotto la controprestazione. A maggior ragione se avesse saputo
anche del ruolo dei suoi dirigenti nella ditta attrice: la Corte cantonale
medesima osserva che, con tale informazione, la convenuta sarebbe stata "ancora
più cauta e critica già in occasione dell'esame delle varie proposte".

5.2 Più arduo è stabilire la misura della riduzione. La Corte d'appello non ha
considerato a questo proposito i contratti stipulati dall'attrice con la
società ceca C.________, non avendo la convenuta provato di essere stata
disposta a contrarre a quelle condizioni con ditte locali. Un'argomentazione
simile, pur non essendo contestata nel ricorso, è poco compatibile con un
ragionamento ipotetico, nell'ambito del quale occorre individuare il
comportamento della convenuta partendo dal presupposto ch'essa sapesse che la
neo-costituita società attrice, alla quale erano interessati i propri dirigenti
D.________ ed E.________, non aveva nessuna esperienza nel campo del marketing
internazionale, né presenza nei mercati dell'Est europeo, e addirittura non
aveva ancora svolto nessuna attività.

A questo riguardo è di rilievo il fatto che la convenuta - sempre secondo gli
accertamenti della sentenza impugnata - poche settimane dopo la rottura dei
rapporti con l'attrice ha effettivamente sottoscritto degli accordi
direttamente con la C.________. Il contenuto di questi contratti va
approfondito, in particolare la controprestazione in denaro offerta dalla
convenuta, indizio importante perlomeno del limite inferiore del prezzo ch'essa
sarebbe stata disposta a pagare all'attrice. Il Pretore ha costatato che la
C.________ aveva praticato le "stesse condizioni" all'attrice e alla convenuta,
mentre la Corte ticinese ha osservato soltanto che la ditta ceca si era
rivelata "decisamente meno onerosa".

5.3 La Corte d'appello ha considerato che il prezzo pagato dalla convenuta
appariva giustificato anche per "l'attività di interposizione dell'attrice, più
cara già per la necessità di disporre una struttura propria e per il rischio
imprenditoriale da lei assunto nei confronti della convenuta da una parte e di
C.________ dall'altra". È tuttavia difficile ipotizzare che la convenuta, se al
momento di contrarre fosse stata informata dell'inconsistenza della società
attrice (sopra, consid. 5.1), avrebbe tenuto conto di tali circostanze per
stabilire la retribuzione da corrispondere.

L'autorità cantonale dovrà perciò verificare meglio anche l'esistenza di tutti
gli elementi dai quali inferire che la convenuta, senza il dolo, avrebbe pagato
importi superiori a quelli fissati negli accordi tra l'attrice e C.________
oppure tra quest'ultima e lei stessa. Il riesame di tali circostanze dovrà
naturalmente avvenire entro i limiti delle allegazioni delle parti e delle
prove offerte a loro sostegno, secondo le regole procedurali ticinesi. Una
volta chiariti i fatti, l'autorità ticinese dovrà dedurne la volontà ipotetica
della convenuta, nel modo precisato sopra.

6.
L'annullamento per i motivi anzidetti della sentenza impugnata rende superfluo
l'esame delle altre critiche che la convenuta muove nel contesto
dell'applicazione dell'art. 28 CO.

È invece opportuno soffermarsi brevemente sulla censura secondo la quale la
Corte ticinese avrebbe violato anche l'art. 20 CO, omettendo di costatare che i
contratti stipulati con l'attrice erano contrari ai buoni costumi. La convenuta
non si avvede, tuttavia, che nella sentenza impugnata questa eccezione (come
quella fondata sull'art. 23 CO) è stata giudicata prima di tutto irricevibile
in applicazione dell'art. 321 cpv. 1 lett. b CPC/TI, poiché non motivata,
mentre il merito è stato esaminato solo in via subordinata. La ricorrente non
si cura della motivazione principale formale, per cui la censura è
inammissibile anche davanti al Tribunale federale (sopra, consid. 2).

7.
Da quanto precede discende che il ricorso va accolto nella misura in cui si
rivela ammissibile e la decisione impugnata annullata. Le spese giudiziarie e
le ripetibili seguono la soccombenza (art. 66 cpv. 1 e 68 cpv. 1 LTF).

Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:

1.
Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è accolto. La sentenza impugnata
è annullata e la causa è rinviata all'autorità cantonale per nuova decisione
nel senso dei considerandi.

2.
Le spese giudiziarie di fr. 20'000.-- sono poste a carico dell'opponente, che
rifonderà alla ricorrente fr. 22'000.-- a titolo di ripetibili della sede
federale.

3.
Comunicazione ai patrocinatori delle parti e alla II Camera civile del
Tribunale d'appello del Cantone Ticino.

Losanna, 21 maggio 2012

In nome della I Corte di diritto civile
del Tribunale federale svizzero

La Presidente: Klett

Il Cancelliere: Piatti