Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

II. Zivilrechtliche Abteilung, Beschwerde in Zivilsachen 5A.179/2012
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Bundesgericht
Tribunal fédéral
Tribunale federale
Tribunal federal

{T 0/2}
5A_179/2012

Sentenza dell'11 ottobre 2012
II Corte di diritto civile

Composizione
Giudici federali Escher, Giudice presidente,
Marazzi, Herrmann,
Cancelliera Antonini.

Partecipanti al procedimento
A.________SA,
patrocinata dagli avv. Filippo Ferrari e Sandra Xavier,
ricorrente,

contro

B.________,
patrocinato dall'avv. Isabella Tarchini Ibranyan,
opponente.

Oggetto
rigetto provvisorio dell'opposizione,

ricorso contro la sentenza emanata il 20 febbraio 2012 dalla Camera di
esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello del Cantone Ticino.

Fatti:

A.
A.a Con contratto di cessione di azioni 30 gennaio 2007, A.________SA ha
acquistato da B.________ al prezzo di Euro 1,7 milioni - regolarmente
corrisposti - il 100 % del pacchetto azionario di C.________AG. C.________AG
detiene a sua volta il 97 % del capitale azionario della società moldava
D.________SA. D.________SA è attiva nella lavorazione di tessili ed è
proprietaria degli stabili nei quali esercita la propria attività.
A.b Secondo le premesse del contratto 30 gennaio 2007, detti immobili sono
stati finanziati da C.________AG; a garanzia del proprio credito, essa avrebbe
iscritto nel registro fondiario moldavo un'ipoteca di Euro 2 milioni. Il
contratto 30 gennaio 2007 prevedeva che A.________SA acquistasse da B.________
anche il credito da lui vantato nei confronti di C.________AG di fr.
2'941'010.-- al prezzo di Euro 2 milioni. Senonché A.________SA ha versato
unicamente la prima tranche di Euro 1 milione, ma non la seconda, dovuta entro
fine 2009; in mora, A.________SA dovrebbe a B.________ anche l'importo di Euro
500'000.-- a titolo di penale.
A.c Con precetto esecutivo del 13/16 agosto 2010 dell'Ufficio esecuzione di
Lugano, B.________ ha escusso A.________SA appunto per l'importo di Euro 1,5
milioni, convertiti in fr. 2'054'450.--, oltre interessi al 6 % dal 1° gennaio
2009.
A.d A.________SA ha interposto opposizione; B.________ ne ha chiesto il rigetto
provvisorio al Pretore del Distretto di Lugano. Con sentenza 7 novembre 2011 il
Pretore ha accolto l'istanza di rigetto provvisorio dell'opposizione.

B.
Adita con reclamo 18 novembre 2011 da A.________SA, la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale di appello del Cantone Ticino ha accolto il gravame
con riferimento agli interessi, riconosciuti unicamente sulla quota di prezzo
non ancora soluto, ma non sulla penale; per il rimanente, la Corte cantonale ha
respinto il gravame con la qui impugnata sentenza 20 febbraio 2012.

C.
Contro di essa, A.________SA (qui di seguito: ricorrente) ha inoltrato in data
27 febbraio 2012 un ricorso in materia civile, in accoglimento del quale essa
chiede che l'istanza di rigetto provvisorio dell'opposizione sia integralmente
respinta.
Con decreto presidenziale 13 marzo 2012 al ricorso è stato concesso l'effetto
sospensivo. Non sono state chieste determinazioni nel merito.

Diritto:

1.
1.1 La sentenza impugnata, emanata in materia di rigetto provvisorio
dell'opposizione, costituisce una decisione finale ai sensi dell'art. 90 LTF (
DTF 134 III 141 consid. 2 con rinvio) ed è stata pronunciata su ricorso
dall'autorità di ultima istanza del Cantone Ticino (art. 75 cpv. 1 e 2 LTF) in
una causa che supera il valore di lite minimo di fr. 30'000.-- previsto
dall'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF. Inoltrato tempestivamente (art. 100 cpv. 1
LTF) quale ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 2 lett. a LTF) da un
ricorrente che ha già partecipato al procedimento dinanzi all'autorità
inferiore (art. 76 cpv. 1 lett. a LTF) risultando parzialmente soccombente e
dunque particolarmente toccato dalla decisione impugnata (art. 76 cpv. 1 lett.
b LTF), il gravame all'esame si rivela pertanto in linea di principio
ammissibile.
La decisione impugnata non concerne misure provvisionali ai sensi dell'art. 98
LTF. La cognizione del Tribunale federale non è di conseguenza limitata alla
lesione di diritti costituzionali (DTF 133 III 399 consid. 1.5; 135 III 670
consid. 1.3.1).

1.2 Il Tribunale federale applica il diritto d'ufficio (art. 106 cpv. 1 LTF).
Ciò nondimeno, giusta l'art. 42 cpv. 2 LTF, nei motivi del ricorso occorre
spiegare in modo conciso perché l'atto impugnato viola il diritto. Ciò
significa che il ricorrente deve almeno confrontarsi brevemente con i
considerandi della sentenza impugnata pena l'inammissibilità del gravame (DTF
134 II 244 consid. 2.1). Inoltre, il Tribunale federale esamina la violazione
di diritti fondamentali soltanto se il ricorrente ha sollevato e motivato tale
censura (art. 106 cpv. 2 LTF). Il ricorrente deve pertanto spiegare in modo
chiaro e dettagliato, alla luce dei considerandi della sentenza impugnata, in
che modo sarebbero stati violati diritti costituzionali (DTF 135 III 232
consid. 1.2 in fine con rinvii).

1.3 In linea di massima il Tribunale federale fonda il suo ragionamento
giuridico sull'accertamento dei fatti svolto dall'autorità inferiore (art. 105
cpv. 1 LTF). Può scostarsene o completarlo soltanto se è stato effettuato in
violazione del diritto ai sensi dell'art. 95 LTF o in modo manifestamente
inesatto (art. 105 cpv. 2 LTF); quest'ultima definizione corrisponde a quella
di arbitrio (DTF 133 II 249 consid. 1.2.2). L'accertamento dei fatti contenuto
nella sentenza impugnata può essere censurato alle stesse condizioni; occorre
inoltre che l'eliminazione dell'asserito vizio possa influire in maniera
determinante sull'esito della causa (art. 97 cpv. 1 LTF).

2.
2.1 Il Tribunale di appello ha chiarito che, secondo il testo del contratto 30
gennaio 2007, gli interessi di ritardo sono dovuti unicamente sull'importo di
Euro 1 milione non ancora soluto da A.________SA per la cessione del credito,
non invece per quanto dovuto a titolo di penale; ha inoltre sciolto la
contraddizione al n. 3.1 del contratto, ove il tasso di interesse è espresso in
cifre al 5 % ed in parole al sei per cento, optando - in analogia con quanto
pattuito per il caso di ritardo nel pagamento delle azioni - per un tasso del 6
%. Questi punti non sono più controversi.

2.2 Rimane contestata, per contro, la qualità di titolo esecutivo del contratto
di compravendita azionaria del 30 gennaio 2007. In particolare la ricorrente
persevera nel ritenere che il creditore procedente non abbia correttamente
adempito i suoi doveri contrattuali.

3.
3.1 Giusta l'art. 82 cpv. 1 LEF, il creditore può chiedere il rigetto
provvisorio dell'opposizione se il credito si fonda sopra un riconoscimento di
debito constatato mediante atto pubblico o scrittura privata. Al fine di poter
essere considerata un riconoscimento di debito, una scrittura privata deve
essere firmata dall'escusso - o da un suo rappresentante - e deve contenere la
volontà di pagare al creditore procedente, senza riserve o condizioni, un
importo di denaro determinato o facilmente determinabile. Il riconoscimento di
debito può anche essere dedotto da un insieme di documenti, se da essi
risultano gli elementi necessari (DTF 132 III 480 consid. 4.1; 136 III 624
consid. 4.2.2 con rinvio; sentenza 5A_630/2010 del 1° settembre 2011 consid.
2.1, in Pra 2012 n. 32 pag. 221).

3.2 In linea di principio un contratto scritto giustifica il rigetto
provvisorio dell'opposizione per il montante che deve prestare il debitore
contro cui è promossa l'esecuzione, a patto che le condizioni d'esigibilità
siano stabilite in base agli atti; il creditore procedente deve in particolare
provare di aver fornito le prestazioni dalle quali dipende l'esigibilità della
prestazione posta in esecuzione (PIERRE-ROBERT GILLIÉRON, Commentaire de la loi
fédérale sur la pousuite pour dettes et la faillite, 1999, n. 44 seg. ad art.
82 LEF; JAEGER/WALDER/KULL/KOTTMANN, Bundesgesetz über Schuldbetreibung und
Konkurs, 4a ed. 1997, n. 10 ad art. 82 LEF).

3.3 Conformemente all'art. 82 cpv. 2 LEF, il giudice pronuncia il rigetto
provvisorio dell'opposizione (in procedura sommaria; v. vecchio art. 25 n. 2
lett. a LEF applicabile alla fattispecie, ora art. 251 lett. a del codice di
diritto processuale civile svizzero del 19 dicembre 2008 [CPC; RS 272] entrato
in vigore il 1° gennaio 2011) se il debitore non rende immediatamente
verosimili (v. sul concetto di verosimiglianza DTF 132 III 140 consid. 4.1.2;
DANIEL STAEHELIN, in Basler Kommentar, Bundesgesetz über Schuldbetreibung und
Konkurs, vol. I, 2a ed. 2010, n. 87 segg. ad art. 82 LEF con rinvii) eccezioni
che infirmano il riconoscimento di debito. Egli può a tale titolo avvalersi di
tutti i rimedi di diritto civile, eccezioni o obiezioni, quali ad esempio i
vizi della volontà ai sensi degli art. 23 segg. CO (sentenza 5A_652/2011 del 28
febbraio 2012 consid. 3.2.2 con rinvii) oppure l'eccezione di inadempimento
rispettivamente di non corretto adempimento della controprestazione (sentenza
5A_630/2010 del 1° settembre 2011 consid. 2.2, in Pra 2012 n. 32 pag. 221;
PIERRE-ROBERT GILLIÉRON, op. cit., n. 45 ad art. 82 LEF).

3.4 La procedura di rigetto provvisorio (come la procedura di rigetto
definitivo) dell'opposizione è una procedura basata su prove documentali, il
cui scopo non è di constatare l'esistenza del credito posto in esecuzione, ma
l'esistenza di un titolo esecutivo (DTF 136 III 583 consid. 2.3 con rinvii): il
creditore procedente può semplicemente motivare la sua richiesta producendo
tale titolo e la produzione di questo documento, considerato in virtù del suo
contenuto, della sua origine e delle sue caratteristiche esteriori, basta a far
pronunciare il rigetto. Di converso il debitore ha la facoltà di opporre e
rendere verosimili delle eccezioni (DTF 132 III 140 consid. 4.1.1 con rinvio),
anch'egli basandosi su prove documentali (sentenze 5A_365/2012 del 17 agosto
2012 consid. 4.3.2, destinato alla pubblicazione; 5D_147/2011 del 10 novembre
2011 consid. 3; 5A_83/2011 del 2 settembre 2011 consid. 6.1; 5A_630/2010 del 1°
settembre 2011 consid. 2.2, in Pra 2012 n. 32 pag. 221).

4.
4.1 Il Tribunale di appello ha constatato che il contratto 30 gennaio 2007
prevede inequivocabilmente ed incontestatamente la cessione a A.________SA del
pacchetto azionario di C.________AG, per un prezzo di Euro 1,7 milioni, soluto,
nonché la cessione - al prezzo di Euro 2 milioni - del credito di fr.
2'941'010.-- vantato da B.________ nei confronti di C.________AG. La ricorrente
ha versato soltanto la metà del prezzo pattuito per la cessione del credito,
ciò che non è contestato. I Giudici cantonali hanno pertanto considerato che il
contratto 30 gennaio 2007 costituisce, in linea di principio, valido
riconoscimento di debito ex art. 82 cpv. 1 LEF per la somma di Euro 1 milione,
nonché per ulteriori Euro 500'000.-- dovuti a titolo di penale in seguito
all'inadempienza.

Chiamato ad esprimersi sull'exceptio non adimpleti contractus sollevata da
A.________SA a giustificazione del mancato pagamento di Euro 1 milione, il
Tribunale di appello l'ha respinta: rispondendo alle corrispondenti obiezioni
di A.________SA, ha spiegato il mancato trasferimento del possesso delle azioni
di C.________AG alla ricorrente con il contenuto del n. 3.2 del contratto, ove
sarebbe pattuito che le azioni rimangono all'escrow agent fino ad avvenuto
completo versamento degli importi per l'acquisto delle azioni e del credito. Il
mancato rilascio di una dichiarazione scritta da parte di B.________ attestante
che la ricorrente è subentrata nella parte di credito vantato nei confronti di
C.________AG per un importo equivalente alla o alle rate versate sarebbe dovuto
al fatto che la ricorrente non avrebbe mai richiesto il rilascio di una tale
dichiarazione. Il mancato frazionamento del mutuo sarebbe invece dovuto al
fatto che la ricorrente non avrebbe preso posizione circa tale facoltà
conformemente al n. 3.3.2 del contratto. Con riferimento alla decisione di
D.________SA di interrompere la fornitura di energia a E.________SA,
all'origine di una vertenza giudiziaria pendente fra le due società in
Moldavia, ed alla sua eventuale natura di misura di straordinaria
amministrazione che avrebbe dovuto essere approvata dalla totalità dei membri
del consiglio di amministrazione e degli azionisti di D.________SA (e quindi
anche dalla ricorrente) giusta il n. 4.2 del contratto 30 gennaio 2007, i
Giudici cantonali hanno ammesso la necessità di un esame più approfondito del
contratto, esame che tuttavia spetterebbe al giudice ordinario e non a quello
dell'opposizione, limitato nel proprio esame dalla natura sommaria del
procedimento di rigetto. Essi hanno infine respinto l'ultima censura sollevata
dalla ricorrente e relativa alla garanzia, da parte di B.________, dell'assenza
- sugli immobili di proprietà di D.________SA - di altri diritti o gravami a
favore di terzi: hanno infatti rilevato che, indipendentemente dalla natura dei
diritti che fa giudizialmente valere E.________SA contro D.________SA in
Moldavia, la semplice chiamata in causa di D.________SA non significa ancora
che tali diritti esistano effettivamente.

4.2 La ricorrente si limita, avanti al Tribunale federale, a reiterare le
obiezioni già sollevate in sede cantonale. Così, essa ribadisce il mancato
trasferimento delle azioni C.________AG, il mancato rilascio di una
dichiarazione scritta da parte di B.________ attestante il suo subentro nella
parte di credito vantato nei confronti di C.________AG ed il mancato
frazionamento del mutuo, ma non prende posizione sulle ragioni che hanno spinto
il Tribunale di appello a ritenere che siffatte obiezioni non assurgano ad
inadempimento contrattuale. Ridiscute poi la natura degli oneri oggetto della
lite giudiziaria che oppone D.________SA a E.________SA in Moldavia, ribadendo
la loro natura reale; ma si limita ad affermare apoditticamente che a torto il
Tribunale di appello abbia lasciata indecisa la questione, senza prendere
posizione sull'affermazione della Corte cantonale secondo la quale la mera
citazione in giudizio di D.________SA non equivale ad una condanna cresciuta in
giudicato e non permette ancora di stabilire se le garanzie fornite da
B.________ siano davvero state disattese. La ricorrente, infine, non si esprime
neppure sull'impossibilità - allegata dai Giudici cantonali - di esaminare la
natura della decisione di interrompere la fornitura energetica ai beneficiari
di tali diritti nel quadro di una procedura sommaria.

Nella misura appena esposta, il ricorso è motivato in modo manifestamente
carente e va respinto in ordine.

4.3 La ricorrente obietta poi che il suo riconoscimento di debito insito nella
firma del contratto 30 gennaio 2007 non può essere ritenuto vincolante poiché
essa riceverebbe una controprestazione diversa da quella originariamente
pattuita, unilateralmente modificata da controparte e di valore manifestamente
inferiore.

Che le prestazioni che B.________ si è contrattualmente impegnato a fornire
alla ricorrente siano diverse da quelle pattuite, siano state da lui
unilateralmente modificate ed abbiano un valore manifestamente inferiore, sono
mere supposizioni della ricorrente. Nulla di ciò emerge dalla decisione
impugnata, né conclusioni vincolanti potevano farsi in quella sede -
trattandosi del giudizio in procedura sommaria sull'opposizione al precetto
esecutivo (sulla fondamentalmente differente finalità di azioni in procedura
sommaria ed azioni ordinarie v. sentenza 5A_365/2012 del 17 agosto 2012 consid.
4.3.2, destinato alla pubblicazione; FABIENNE HOHL, Procédure civile, vol. II,
2a ed. 2010, n. 1566 e 1568). Fondata su elementi di fatto non constatati
dall'autorità inferiore (art. 99 cpv. 1 LTF; DTF 136 V 362 consid. 3.3.1; 136
III 209 consid. 6.1) la censura deve dunque essere dichiarata inammissibile (
DTF 134 III 643 consid. 5.3.2 con rinvii).
4.4
4.4.1 La ricorrente ripropone infine l'eccezione fondata sulla clausola rebus
sic stantibus già formulata in appello. Quale motivazione ribadisce che "il
contratto sottoscritto contempla situazioni e circostanze diverse da quelle in
essere, e quindi deve venir obbligatoriamente adeguato a quelle reali". Così
facendo si fonda, come esposto al considerando precedente, su fatti non
accertati dalla Corte cantonale; ciò rende la censura inammissibile.
4.4.2 La ricorrente rimprovera alla Corte cantonale di non aver trattato la
questione. Vi ravvede una violazione dell'obbligo di motivazione. Ora, è vero
che nella sentenza impugnata il Tribunale di appello si è in sostanza limitato
a stabilire "l'inapplicabilità alla fattispecie della clausula rebus sic
stantibus". Tuttavia, va rammentato che per ossequiare il diritto delle parti
di essere sentite, qui concretato nella forma di una motivazione sufficiente
(art. 29 cpv. 2 Cost.), il giudice è tenuto sì a motivare le proprie decisioni
al fine di permettere al cittadino di comprenderle ed esercitare il suo diritto
di ricorso con cognizione di causa, menzionando anche solo brevemente i motivi
che l'hanno guidato, ma non ha l'obbligo di discutere tutti gli argomenti
sollevati dalle parti (DTF 138 IV 81 consid. 2.2; 134 I 83 consid. 4.1). Ciò
vale, nel caso di specie, per l'eccezione della clausola rebus sic stantibus.
Peraltro, tale argomento venne discusso dal Pretore, che lo scartò in quanto
argomento di merito esulante dal potere cognitivo del giudice del rigetto
dell'opposizione. La ricorrente non afferma se abbia o meno criticato avanti al
Tribunale di appello in modo circostanziato la ragione addotta dal Pretore per
non esaminare nel merito la sua eccezione (e comunque non indica dove lo
avrebbe fatto), o se si sia invece limitata a ribadirla.
Ciò conduce alla reiezione della sua censura relativa alla pretesa violazione
del proprio diritto di essere sentita.

5.
In conclusione il ricorso va respinto nella ridottissima misura in cui si
rivela ammissibile. Tassa e spese di giustizia vanno poste a carico della
ricorrente (art. 66 cpv. 1 LTF). Non sono dovute ripetibili, poiché l'opponente
non è stato invitato ad esprimersi nel merito avanti al Tribunale federale,
mentre la sua opposizione contro la concessione dell'effetto sospensivo - con
contestuale domanda di prestazione di garanzie - è stata respinta.

Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:

1.
Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
Le spese giudiziarie di fr. 12'000.-- sono poste a carico della ricorrente.

3.
Comunicazione ai patrocinatori delle parti e alla Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d'appello del Cantone Ticino.

Losanna, 11 ottobre 2012

In nome della II Corte di diritto civile
del Tribunale federale svizzero

La Giudice presidente: Escher

La Cancelliera: Antonini