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Sanzioni e provvedimenti

Le sanzioni più diffuse a livello mondiale sono le sanzioni economiche dell'ONU. In virtù dello Statuto delle Nazioni Unite, il Consiglio di sicurezza dell'ONU può adottare sanzioni economiche nei confronti di trasgressori del diritto e perturbatori della pace. La Svizzera partecipa a queste misure dal 1990. Prima dell'adesione all'ONU, la Svizzera aderiva in maniera autonoma alle sanzioni coercitive di tipo non militare decretate mediante risoluzioni del Consiglio di sicurezza; dopo l'adesione, la Confederazione è tenuta ad attuare tali misure in virtù del diritto internazionale. Aderendo ai provvedimenti presi dall'Unione europea (UE) nei confronti della Repubblica federale di Jugoslavia, la Svizzera ha partecipato per la prima volta anche alle sanzioni economiche decretate al di fuori dell'ONU.

Alcuni Stati e determinate organizzazioni, in special modo gli Stati Uniti, ma anche l'Unione europea, allestiscono, sulla base delle informazioni di cui dispongono, liste proprie di persone e gruppi che presentano legami con attività di stampo terroristico, definendoli terroristi e adottando provvedimenti nei loro confronti, in particolare il blocco di valori patrimoniali, ai sensi delle relative risoluzioni dell'ONU.

Alcuni Stati, soprattutto gli Stati Uniti, trasmettono le loro liste ad altri Stati chiedendo loro di designare a loro volta come terroristi le persone e i gruppi che vi sono annoverati e quindi di applicare le stesse misure nei loro confronti, in particolare il blocco di valori patrimoniali, fondandosi sulle risoluzioni dell'ONU. Dato che le liste trasmesse dalle autorità americane si basano su un decreto del presidente Bush (Executive Order 13224 del 23 settembre 2001), si parla ormai abitualmente di "liste Bush". Se si tratta di individui e gruppi che presentano legami con Osama bin Laden, il gruppo "Al-Qaïda" o con i Talibani queste liste vengono sottoposte, contemporaneamente alla trasmissione ad altri Paesi o in un momento successivo, al Comitato per le sanzioni contro Al-Qaïda e i Talibani, nella misura in cui questi nomi non figurino già nella lista di questo Comitato.